Nel deserto, il vero Re del mercato si chiama Preziosi

Non sappiamo più che cosa pensare del Genoa e di Preziosi. Ma come fa? Al momento, per comprare undici (!) giocatori e vendere poco e male, ha speso la bellezza, si fa per dire, di cinquanta milioni di euro. Un centinaio di miliardi di vecchie lire.

Roba da far girare la testa anche a Paperone, che tirchio, effettivamente, era. Nemmeno il primo Berlusconi, quello che rovinò il mercato in Italia pagando cifre indecenti e che solo lui, grazie alle tivù, poteva permettersi, nemmeno quel Berlusconi aveva mai messo a bilancio cifre del genere. Che succede a Preziosi? Ha vinto all’Enalotto, come ci suggerisce un grande manager? Ha perso il contatto con la realtà? Si é fatto cogliere da un raptus tifoso che lo spinge a voler eguagliare o addirittura superare la Sampdoria da Champions?

Il fatto é che, mentre la Samp, appena finita nell’Europa che conta, offre il meglio di sè bloccando i pezzi pregiati (ed é molto, di questi tempi), il Genoa, forse per spirito di emulazione, si mette a comprare tutti i calciatori che passano davanti alla sede. E si tratta di buoni giocatori, in qualche caso ottimi. Comunque di una squadra intera, roba da record mondiale. E sì che male non era il Genoa dell’anno scorso, una squadra che in casa offrì prestazioni, tanto per fare un banale gioco di parole, preziose.

A proposito del presidente. Sappiamo tutti che é supersqualificato e sappiamo anche come mai. Se n’era dimenticato Moratti e si é preso qualche mese di sosta pure lui. Ci domandiamo: ma a che serve squalificare un presidente? E’, comunque vada e qualunque cosa succeda, sempre lui a pagare, a firmare assegni, a passare gli stipendi, a coprire le spese. Se, da squalificato, dovesse cancellare queste incombenze, ci guadagnerebbe. Dunque? Dunque, una sola strada: colpire i dirigenti mettendogli le mani nel portafogli. Nel calcio dei professionisti, solo i soldi contano.

Rieccoci al Genoa, che fa ancora più impressione se messo a confronto con tutte le altre, Juve a parte, che però non ha ancora trovato giocatori da Juve. L’Inter vende il meglio, il Milan si perde il meglio della vita, il Napoli per ora si ferma a Cavani (che é molto, ma non tutto: speriamo sempre in qualcosa di più), la Roma pesca gratis, la Lazio vende e poi compra, la Fiorentina, poveretta, sembra al centro di una congiura astrale e perde anche il suo pezzo pregiato Jovetic, della Samp si é detto, il Palermo ci sembra quello buono ma non eccezionale dell’anno scorso e qui ci fermiamo.

Stanno tutti, più o meno, alla finestra. In strada c’é solo Preziosi che passeggia, sorride, getta soldi, prende giocatori e dice a Gasperini: adesso, pensaci tu. Qual è l’obbiettivo? Sarà il Genoa la squadra dell’anno o si accontenterà di dare fastidio alla Samp?Nell’epoca dei fair play economico, mentre tutti, come le formiche, mettono da parte i loro tesori e litigano per qualche euro in più, ecco qualcuno che esagera, che balla sotto la pioggia, che merita i riflettori.

Solo la Federcalcio, a ben guardare, ha fatto un mercato alla pari: Sacchi, Ulivieri, Baggio e Rivera. Il meglio che c’è. Pensate che meraviglia se tutti stessero in una squadra di club anziché in via Allegri. Dove hanno preso un’altra decisione niente male: tremila euro al giorno per quelle società che danno un giocatore alla Nazionale. L’Uefa ne passa già quattromila, mentre la Fifa si ferma a mille e otto. Esempio pratico: se il Genoa, tanto per fare un nome a caso, offrisse alla Nazionale cinque calciatori, riceverebbe quasi cento milioni di vecchie lire al giorno. Un miliardo per dieci giorni.

[Roberto Renga – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]