Palermo, tutte le battaglie di Maurizio Zamparini

L’agenzia d’informazione Ansa, riporta stamani, un’articolo sul Presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, che ripercorre le “battaglie” sul nostro calcio malato e che riportiamo di seguito, nella sua interezza. Lo chiamano il ‘mangiallenatori’, e probabilmente passerà alla storia per averne cambiati una trentina (non mancano nomi eccellenti, come quelli di Prandelli, Spalletti, Zaccheroni, Guidolin); in pochi invece si ricorderanno di Maurizio Zamparini per le sue battaglie contro un sistema che non gli è mai andato a genio.

Qualche anno addietro ripeteva di non sentirsi un Robin Hood del calcio. “Io porto avanti una vera e propria battaglia per cambiare il sistema calcio – ripeteva – non mi va, e non mi sembra giusto, che una società come la Juventus guadagni addirittura una cifra vicina ai 300 milioni ed al Palermo ne vadano solo 35”. Il sistema di gestione dei diritti televisivi, da sempre, lo ha costretto a battagliare in ogni sede: in Lega a Milano, come in Figc a Roma. Zamparini ha cercato di scuotere i piccoli club e, nella primavera del 2006, ormai in piena Calciopoli, lanciò accuse pesanti perfino sulla propria elezione alla vicepresidenza del governo del calcio.

Allora come oggi accusava: “Il male del calcio sono i dirigenti che fanno gli interessi per tre squadre, la stampa è asservita”. Nel 2004 fu un precursore, chiedendo le dimissioni dell’allora presidente Figc, Franco Carraro; nell’autunno 2006 lanciò accuse contro l’allora commissario straordinario Guido Rossi (“non può possedere sia Telecom sia la Figc”). Nell’agosto 2006, dopo la sua elezione al vertice dalla Lega, si schierò al fianco di Antonio Matarrese (“ha molta esperienza, gli uomini così non si buttano via, si utilizzano”), infischiandosene di chi sosteneva che il rientro in grande stile del dirigente barese avrebbe rappresentato la preistoria del calcio.

Tante battaglie lo hanno spesso posto al centro dell’attenzione, mediatica e non. Già nel corso dell’attuale stagione, Zamparini ha lanciato pesanti accuse al sistema ed alla classe arbitrale, rivolgendosi direttamente al presidente dell’Aia, Nicchi, per protestare contro i torti del Palermo già dalla sfida di Brescia. Non si contano i suoi deferimenti, l’ultimo in ordine di tempo risale al mese scorso, dopo una lettera aperta inviata proprio a Nicchi, ed alcuni commenti sull’arbitraggio di Fiorentina-Palermo. Rimane la frase che pronunciò dopo il deferimento per le accuse rivolte ad Adriano Galliani. “Chi vince, in genere, è antipatico, lo è ancor di più se lo fa in modo poco pulito”, tuonò Zamparini. Che, tanto per cambiare, minacciò un’altra azione di forza contro l’allora procuratore federale Emidio Frascione.

[Maria Concetta Casales – Fonte: www.tuttopalermo.net]