Prandelli: ”Mi aspetto tanto da Gila e Monto”

Lunga intervista sulle pagine della Gazzetta dello Sport al Ct della nazionale Cesare Prandelli. L’ex allenatore della Fiorentina parla anche di due… ‘violazzurri’ cioè Gilardino e Montolivo: “Da Gilardino mi aspetto la solita serietà con tanta fame di gol, da Montolivo un’ulteriore crescita perché ha potenzialità enormi” dice Prandelli.

Questo un altro stralcio dell’intervista:

Come è cambiata la sua vita da c.t.?
«Io non sono cambiato. Sono cambiati gli altri nei miei confronti. Attorno a me avverto un’attenzione maggiore, improvvisamente tutti mi cercano e tutti mi fermano per strada».

Come c.t. che cosa propone per fare uscire il calcio dalla crisi?
«Non ci sono soluzioni a effetto per risolvere tutti i problemi subito. La prima mossa è partire dal basso, valorizzando i settori giovanili a cominciare dalla tecnica di base, perché al calcio italiano non manca la qualità. Manca l’idea di esprimere la qualità, che è diverso».

Quale sarà il suo modulo-base?
«Sicuramente con la difesa a quattro. Potremmo giocare con un 4-2-3-1 che può anche essere 4-3-2-1. L’importante è sfruttare l’ampiezza del campo, mantenendo le giuste distanze tra i reparti. Ma al di là dei moduli, dobbiamo riscoprire l’entusiasmo. A me non interessa cercare un leader. Il leader deve essere la maglia azzurra».

Quali caratteristiche vorrebbe per la sua Italia?
«Entusiasmo, coraggio, equilibrio».

Qual è il primo giocatore che ha chiamato?
«Ho telefonato a Buffon, per sapere come stava. Lui sarà il nostro capitano e spero che ci venga a trovare in settembre, quando saremo a Firenze».

Altre telefonate?
«Dopo Buffon, ho chiamato Gattuso perché è stato un grande personaggio, un simbolo della Nazionale campione del mondo. Ho voluto ringraziarlo per tutto quello che aveva fatto, perché anche se non verrà più in Nazionale rimane un esempio».

Ha parlato con Balotelli?
«Non l’ho chiamato io, me l’hanno passato alcuni amici che stavano parlando con lui e l’ho semplicemente salutato, senza promettergli nulla». Il suo passaggio al City lo avvicina o lo allontana dalla Nazionale? «Io chiamerò soltanto chi gioca nella propria squadra, non importa dove e quindi preferisco Balotelli titolare in Inghilterra che riserva in Italia».

Crede alla maturazione di Cassano?
«Sì, perché mi è rimasta impressa una sua frase nel breve periodo in cui ero a Roma. Gli chiesi se era fidanzato e lui mi rispose che gli sarebbe piaciuto avere un figlio, ma soltanto con una ragazza che si innamorava di Antonio e non di Cassano. E quindi credo che Carolina sia la chiave della sua maturazione».

Come pensa di far giocare insieme Cassano e Balotelli?
«Se giochiamo con il 4-2-3-1, con una punta davanti, Cassano può stare al centro e Balotelli a sinistra. Manon è detto che giochino insieme a Londra, perché queste saranno convocazioni un po’ particolari».

In che senso?
«Ho una lista di 60 giocatori che possono entrare in Nazionale. Questa amichevole arriva molto presto, con pochi riferimenti concreti per me, perché non tutti hanno giocato. E allora ne chiamerò 23 o 24, dando la precedenza a quelli che conosco di meno e a quelli che fin qui hanno giocato di più».

Quindi molta Juve, con Amauri come primo oriundo?
«In linea di massima l’idea è questa, ma per l’attacco c’è anche Borriello e poi ho ancora una settimana per le scelte definitive».

[Simone Bargellini – Fonte: www.violanews.com]