Premier League, ecco il “Project Restart”: idea campi neutri

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I venti club che compongono il massimo campionato inglese hanno deciso di riprendere la stagione, possibile inizio il 10 giugno.

LONDRA – La Premier League viaggia verso la ripresa della stagione. Nell’assemblea tenutasi venerdì, rigorosamente in videoconferenza, i club hanno votato all’unanimità per concludere il campionato e il Governo britannico, nei prossimi giorni, dovrebbe ufficializzare il tutto inaugurando la Fase 2. Il cosiddetto “Project Restart” è stato approvato, nonostante la resistenza iniziale di qualche club, ed il piano prevede diverse tappe: mancano 92 match alla conclusione della Premier League 2019/2020 con il Liverpool che, visto l’immane vantaggio nei confronti del Manchester City, ha bisogno di una vittoria per riprendersi quel titolo che manca da trent’anni.

La data cerchiata in rosso è quella del 12 giugno ma, secondo quanto riportato dal “The Guardian”, alcune sfide di Premier League potrebbero giocarsi anche due giorni prima. Il campionato ripartirà tre settimane dopo la ripresa degli allenamento anche se alcuni club (West Ham e Tottenham) hanno già ripreso l’attività agonistica. Per quanto concerne il capitolo degli stadi, è ovviamente scontata l’assenza di pubblico ma c’è di più: secondo indiscrezioni d’oltremanica, infatti, i club di Premier League avrebbero deciso di giocare in un numero limitato di stadi (da 8 a 11) scelti in base alla loro collocazione periferica, preferibilmente lontano dai grandi centri urbani: nessun club, al fine di garantire l’integrità del torneo, giocherà nel proprio stadio.

I controlli saranno rigidi per staff e calciatori, i quali, secondo quanto previsto dal “Project Restart”, non potranno sputare neppure dopo aver bevuto dalle borracce. Allo stesso tempo non potranno ricorrere ai massaggi post gara se non dietro precisa autorizzazione da parte della società d’appartenenza.

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