Riflessioni su Juventus-Fiorentina …

La Juventus ha perso l’occasione di avvicinarsi alla vetta della classifica, non andando oltre il pareggio contro la Fiorentina, pur avendo quasi costantemente mantenuto l’iniziativa.Pareggio peraltro maturato solo nel finale, che evita una beffa, quale sarebbe stata una sconfitta contro una squadra che ha effettuato il primo vero tiro in porta solo al 50’ della ripresa, calcio piazzato di D’Agostino, ed avendo trovato il vantaggio casualmente per una improvvida deviazione di Motta su un innocuo traversone in area di Vargas.

Intendiamoci la squadra ha fatto tutto quello che poteva, soprattutto nella ripresa, addirittura con un pizzico di maggior fortuna poteva anche raggiungere il bottino pieno, e dunque nulla da rimproverare sul piano dell’impegno profuso.Ma è innegabile che gare come queste vanno vinte a prescindere, tenuto conto che la Fiorentina vistasi ieri all’Olimpico è forse nella sua edizione peggiore da alcuni anni a questa parte, squadra che ha organizzato un gigantesco catenaccio, sperando in qualche contropiede, e un solo vero tiro in porta a tempo praticamente scaduto dice tutto sulla condotta ampiamente rinunciataria dei viola.

Analisi tattica – Formazione praticamente “tipo”, quella bianconera, con Motta esterno destro, Grosso riconfermato a sinistra, solita linea di centrocampo e in avanti la coppia Del Piero – Quagliarella; Fiorentina con un modulo teoricamente 4 – 2 – 3 – 1, ma in realtà centrocampo a 5, due veri esterni di ruolo, Santana e Vargas, e Gilardino unica punta.Modulo che fa capire le intenzioni degli ospiti fin dall’inizio, raddoppiare costantemente sulla fascia sinistra loro, con l’asse Pasqual – Vargas (che ricordo, a Catania giocava da difensore sinistro e non da centrocampista), per chiudere al meglio su Krasic, e tre centrali di centrocampo, di cui almeno due dediti ad ingabbiare Aquilani, come dire chiudere ogni fonte di gioco juventino, e la cosa è stata pure agevolata dal casuale vantaggio iniziale, tanto che nel primo temo i bianconeri combinano poco, pur pressando molto, rendendosi pericolosi con una punizione di Del Piero, parata con difficoltà da Boruc, e con due conclusioni di Marchisio, la prima più telefonata, la seconda fuori di pochissimo, al termine dell’unica bella azione bianconera del primo tempo, lancio calibrato di Aquilani per Del Piero, controllo di classe del capitano, bel dribbling e servizio al centro per il nostro centrocampista.Le cose vanno meglio nella ripresa, il doppio cambio Pepe – Aquilani e Iaquinta – Del Piero, consente ai bianconeri di avere due veri esterni, in modo da poter meglio aggirare l’ottimo dispositivo centrale viola, ed invero le occasioni da rete cominciano a fioccare, Iaquinta ha la palla buona a tu per tu con Boruc, ma si fa ribattere il tiro, successivamente è Chiellini a tirare angolato, ma ancora Boruc si supera.Insomma gol nell’aria, che però arriva su calcio di punizione, Pepe sorprende il portiere viola da posizione defilata, anche perché un po’ tutti si aspettavano il cross in area.Il finale è ancor più forsennato, un’altra punizione di Pepe dalla stessa posizione, ma stavolta respinta dal portiere ospite, una traversa colpita di testa da Iaquinta.E a tempo quasi scaduto, una punizione di D’Agostino che costringe Storari all’unica vera parata della gara.

Il fatto – Il pareggio contro i viola conferma il livello della Juventus di questa stagione, squadra compatta, arcigna, generosa sul piano dell’impegno, ma non ancora grande squadra, e chi ricorderà il commento alla gara precedente a Marassi, non potrà non aver notato che anche stavolta è stato un problema di mancanza di cinismo e di mentalità, e come la volta scorsa (ma non solo, anche in gare precedenti), queste carenze si erano rivelate nel non avere chiuso definitivamente la gara e di avere rischiato anche troppo nel finale di gara, così stavolta queste carenze si sono manifestate nella incapacità di riprendere il risultato nonostante l’atteggiamento quasi rinunciatario degli avversari.

Vero, si è praticamente giocato ad una porta, la Fiorentina ha superato poche volte la metà campo, e soprattutto nella ripresa ha giocato solo a presidiare la propria area di rigore, ma ammettiamo pure che nel primo tempo i bianconeri hanno creato pericolo solo nel finale di tempo, una punizione di Del Piero, e una successiva azione chiusa da Marchisio fuori di poco, insomma tanto fumo ma niente arrosto e molta inconcludenza.Cose andate meglio nella ripresa, con la squadra ridisegnata, e probabilmente i viola sono andati più in difficoltà perché non avevano più il riferimento Aquilani fonte di gioco, e dovevano affrontare due veri esterni di centrocampo, e proprio dal nostro lato sinistro d’attacco sono venute le cose migliori, cosa che probabilmente si poteva anche manifestare nel primo tempo, se fossero stati invertiti gli esterni.

C’è anche da dire che la coppia Del Piero – Quagliarella è efficace quando è possibile giocare di prima in velocità, e soprattutto in fase di ripartenza, insomma in versione fuori casa, mentre mostra qualche lacuna in casa, specie se le avversarie fanno catenaccio, cosa a mio giudizio confermata dall’ingresso di Iaquinta, ed invero appena c’è stato maggiore peso, le azioni sono state più incisive, anche se il nostro Vincenzone continua a sprecare troppo.Certamente è un vero peccato avere sprecato l’occasione di riavvicinarsi alla vetta, in una giornata caratterizzata dai passi falsi delle concorrenti per le prime piazze, e purtroppo cominciano ad essere un po’ troppe le occasioni sprecate, per potersi ritenere di concorrere ancora per lo scudetto, e non perché i numeri lo escludano.

Ma in questo campionato strano, che avanza con il passo del gambero, con la capolista che ha gli stessi punti che aveva la Juventus la scorsa stagione da seconda in classifica, teoricamente ci sono almeno cinque – sei squadre che possono competere, e non è da escludere che prima o poi qualcuna possa prendere il largo approfittando degli scontri diretti tra le rivali, più che per i risultati propri conseguiti.Come dire, il perdere troppi punti adesso potrebbe costare caro in primavera, anche se non dobbiamo dimenticare che ad inizio stagione forse non ci si aspettava una squadra non dico competitiva al vertice, ma capace di acquisire una propria fisionomia e compattezza in breve tempo.

[Antonio La Rosa – Fonte: www.nerosubiancoweb.com]