Roma-Siena 4-0: tris di Osvaldo, la migliore risposta ai fischi

logo-romaGol, assist, fischi e una difesa una volta tanto impenetrabile. La Roma sommerge di gol il Siena e recupera un po’ di tranquillità in vista della delicata trasferta di Firenze. Sottolineare la modestia del Siena sarebbe fuorviante perché, appena una settimana fa, i giallorossi hanno impattato col fanalino di coda del Pescara che, ieri, ha preso 3 gol dal Napoli. Il 4-2-3-1 ha dato equilibrio alla squadra ma anche fossilizzarsi sul modulo non sarebbe corretto. L’aspetto mentale è invece fondamentale nel calcio, così come nella vita. L’approccio alla gara oggi è stato opposto a quello di una settimana fa. La Roma veniva dalla trionfale vittoria di San Siro e, come spesso accade in città, la tendenza è quella di adagiarsi alle prime vittorie, soprattutto se tre giorni dopo l’avversario che si presenta all’Olimpico è l’ultima in classifica.

Il rischio di fare una figuraccia era altissimo e i capitolini hanno dimostrato come il problema della mentalità sia radicato nell’ambiente romano. Una settimana di polemiche ha invece prodotto una gara perfetta dei ragazzi di Andreazzoli, che hanno controllato la partita per tutti i 90 minuti senza mai dare l’impressione di poter subire un gol. Tutti hanno giocato con la giusta concentrazione ed è stata così evidenziata l’abissale differenza tra le due squadre. Da sottolineare il positivo ritorno tra i pali di Lobont, chiamato in causa per due volte da Emeghara, e la prestazione di Castan, sempre concentrato.

A centrocampo, Bradley ha murato tutti e ha spezzato le azioni del Siena mentre, in avanti, Lamela sta mostrando continui segnali di crescita e maturità, oltre ad una classe cristallina su cui in pochi avevano da obiettare. Osvaldo ha giocato una gara perfetta. Non bastasse la tripletta, si è sacrificato per tutta la gara giocando anche per i suoi compagni. La sua prestazione è stata impeccabile ma i tifosi, esortati da Andreazzoli a sostenere il giocatore, hanno invece risposto sommergendo di fischi il giocatore. Non tutti, bisogna essere onesti. Parte dello stadio ha urlato il nome del giocatore dopo i gol, come si fa abitualmente, ma gran parte dei tifosi ha fischiato sonoramente. Il rapporto è incrinato ma non irrecuperabile.

Osvaldo oggi ha dato tutto ed è ingiusto sottolineare la sua prestazione con i fischi. Con i tre centri di oggi approda a quota 15 gol in questo campionato: avrebbe potuto fare di più, è innegabile, ha sbagliato e tutti i critici riconoscono nel carattere il limite del giocatore. L’ex Fiorentina è però pur sempre un patrimonio della società, con qualità importanti e quando è tranquillo riesce a tirar fuori tutto il suo potenziale. Tutto nasce dalla valutazione data dalla Roma al momento del suo acquisto. I quasi 20 milioni spesi hanno creato una pressione abnorme attorno al giocatore, che ha dovuto fin da subito dimostrare di valere tutti quei soldi, venendo criticato al primo errore. Un rapporto nato male, quindi, e che potrebbe finire a fine anno, se il giocatore dovesse essere ceduto.

[Alessandro Carducci – Fonte: www.vocegiallorossa.it]