Ronaldinho: “La prigione un brutto colpo, voglio riabbracciare mia madre”

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stemma Barcellona

L’ex giocatore di Barcellona e Milan rompe il silenzio dopo l’esperienza in carcere, di seguito le sue parole al quotidiano locale ABC Color.

ASUNCION – Ronaldinho rompe il silenzio raccontando la sua esperienza in prigione nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano ABC Color. Queste le sue parole: “Sono un uomo di fede, prego sempre perché le cose vadano bene. Speriamo che tutto questo possa finire presto. Siamo venuti in questo Paese attraverso alcuni contratti gestiti direttamente da mio fratello, che è il mio rappresentante. Ero qui per partecipare al lancio di un Casinò online e del libro ‘Craque da Vida’. Siamo rimasti davvero sorpresi quando abbiamo scoperto che i nostri documenti non erano legali. Da quel momento in poi abbiamo prontamente collaborato con la giustizia per chiarire le cose, spiegando quanto accaduto passo per passo”.

Il brasiliano ha, poi, raccontato l’esperienza in carcere: “È stato un brutto colpo per me, non me lo sarei mai immaginato ovviamente. Ho cercato durante tutta la mia vita di arrivare ad altissimi livelli come professionista, portando felicità tra la gente grazie al mio calcio. “Innanzitutto voglio dire che ho sentito il calore, l’amore e il rispetto di tutti i paraguaiani fin dal primo giorno in cui sono arrivato qui, sono molto grato a tutti. Le persone che ho conosciuto in carcere, poi, mi hanno ricevuto con grande affetto: giocare a calcio, firmare autografi e scattare foto fa parte della mia vita, non avevo alcuna ragione di smettere di farlo, ancora di più perché mi trovavo in mezzo a uomini che stavano vivendo un momento difficile proprio come me”.

Sui progetti futuri: “La prima cosa che farò sarà dare un grande bacio a mia madre, che sta vivendo giorni difficili a casa dall’inizio della pandemia. Poi, dovrò assorbire l’impatto che il mio arresto ha provocato e andare avanti per la mia strada con fede e forza”.

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