Michieletto ripercorre l’infanzia trascorsa tra campi da pallavolo e beach volley, sempre al fianco del padre. Racconta come lo sport sia stato da subito l’unica strada immaginata, sostenuta da un interesse genuino per il corpo umano e la preparazione atletica, coltivato anche negli studi. Un percorso costruito senza scorciatoie, fino all’esordio in Champions League con Trento, in una partita che Rezende ricorda vividamente.
Centrale nel racconto è il rapporto con Angelo Lorenzetti, l’allenatore che ha trasformato Michieletto da giovane libero a schiacciatore di livello internazionale. Il campione azzurro ripercorre gli insegnamenti ricevuti: l’attenzione ai dettagli tecnici, la costruzione di un atteggiamento positivo e la capacità di guidare la squadra nei momenti decisivi.
Michieletto non nasconde le difficoltà dei primi anni, descrivendosi come una “testa calda” in campo. Con il tempo, però, è maturata la consapevolezza del ruolo e della responsabilità: «Quando giochi con la maglia della Nazionale ti seguono il doppio delle persone, è un privilegio e un onore», racconta.
Da qui il ricordo dei due titoli mondiali:
L’episodio offre anche un ritratto più intimo del campione: le abitudini quotidiane, le passioni fuori dal campo e una filosofia che accompagna ogni scelta. Per Michieletto, nello sport come nella vita, contano le reazioni agli alti e bassi.
Il messaggio alle nuove generazioni è chiaro: «Condividete, imparate a stare in uno spogliatoio e a godervi il giorno dopo giorno per diventare la miglior versione di voi stessi».
Il quarto episodio di Rotations è disponibile dal 24 agosto su YouTube, Spotify, VBTV e Apple Podcasts.
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