San Giampaolo e San Gianluca evitano l’ennesimo harakiri: Lecce sbancata 3-2

La Sampdoria ci fa quasi morire di crepacuore, ma, quando ormai quasi non ci speri più, riesce a riprendersi quei 3 punti che stava incredibilmente gettando al vento. In vantaggio di 2 goal e di un uomo per l’intera ripresa, gli uomini allenati da Di Carlo hanno smesso di giocare, si sono chiusi dietro e sono andati vicinissimi ad una pagina più nera di quella scritta a Kharkiv. Fortunatamente, nonostante le mancanze di gioco, personalità e mentalità, le parate di Curci e la ritrovata vena realizzativa di Pazzini si sono rivelate sufficienti non solo per evitare la beffa della sconfitta, ma per farci ritrovare il sorriso e i 3 punti.

Senza Cassano, Palombo, Semioli e Zauri, Di Carlo risolve a favore di Poli e Marilungo gli unici ballottaggi della vigilia, sarà quindi l’ex di turno a far coppia con Pazzini. Sull’altro fronte De Canio opta per il tridente Chevanton – Jeda – Di Michele, lasciando a Giacomazzi, Bertolacci e Grossmuller il compito di fare diga a centrocampo, a protezione di una difesa che, fin dalle prime battute, mostra tutta la sua fragilità. Al primo affondo passiamo all’8’; Guberti per Poli, il quale, dal limite, premia l’avanzata di Ziegler, cross dalla sinistra, Fabiano anticipa Pazzini e Rosati in uscita, il bomber doriano si getta sulla palla vagante e in girata insacca a porta sguarnita.

Il Lecce è palesemente confuso, impaurito e disorganizzato, ma, con il passare dei minuti, comincia a rendersi pericoloso, affidandosi più alle giocate dei singoli che al gioco del collettivo: dopo un tentativo di prima intenzione di Chevanton dalla lunga distanza, senza inquadrare lo specchio della porta, i salentini si fanno vedere dalle parti di Curci con un colpo di testa di Fabiano su azione da corner e un’insidiosa accelerazione firmata Di Michele sull’out sinistro, ma è puntuale l’anticipo in scivolata di Lucchini sullo smarcato Jeda. Al 22’ Curci effettua la prima delle numerose parate degne di nota, mandando in corner una bella conclusione dal limite di Bertolacci.

Le bozze di assedio giallorosso vengono interrotte da un’interessante azione di rimessa doriana, con Tissone che, al 32’, innesca Marilungo sul filo dell’offside, l’ex di turno s’invola verso Rosati, ma, sul più bello, perde l’attimo della conclusione, anche per il contrasto dell’accorrente Fabiano, e l’occasione sfuma. Il Lecce ha corso un serio brivido sulla schiena e fatica a rigettarsi in avanti, rischiando di subire lo 0-2 quando Rosati chiude lo specchio della porta a Pazzini, servito da Koman con un traversone dall’out destro.

Tra il 37’ e il 39’ il Lecce fa di tutto per complicarsi la vita: Chevanton protesta per la mancata concessione del penalty, per fallo di mano di Gastaldello in area, per Gava è tutto regolare, l’uruguayano non ci vede più dalla rabbia, protesta vivacemente con il direttore di gara e, dopo una corsa a tutto campo, stende con un calcione Marilungo nell’altra metà campo, inevitabile il rosso diretto, con il sudamericano che si fa segnalare per il lancio della maglia verso l’esterrefatto Gava. In campo il padroni di casa sono allo sbando, subiscono psicologicamente il colpo e per la Samp è facile trovare il 2-0, Grossmuller atterra Marilungo in area, rigore netto, realizzato con freddezza da Pazzini, Rosati intuisce l’angolo ma non può far nulla. Prima dell’intervallo lo scatenato n°10 doriano ha pure l’occasione per chiudere la prima frazione sul 3-0, ma la sua conclusione di collo pieno sorvola di poco la traversa.

Ad inizio ripresa De Canio prova a cambiare la carte in tavola, dentro Diamoutene e Munari al posto di Giuliatto e Grossmuller, mentre Di Carlo opta per Mannini per Koman. La Samp, pericolosa al 58’ con una conclusione a giro di Guberti deviata in corner da Rosati, sembra tenere bene il campo, ma, come accaduto troppe volte nel recente passato, in primis Kharkiv, in vantaggio di goal e uomini in campo si culla sugli allori, lascia il campo agli avversari, esaltandoli e trasformando rimonte apparentemente impossibili in imprese davvero fattibili in campo. Cacciatore, dopo essersi contraddistinto per un’ottima diagonale difensiva per anticipare Jeda lanciato da Munari, è costretto ad atterrare Di Michele, lanciato a rete ma in posizione defilata, per Gava c’è solo un’ammonizione, un giallo tendente all’arancione. 1’ dopo è proprio il fantasista leccese a cercare gloria con un potente diagonale, ma Curci risponde “presente”.

Al 65’ Di Carlo decide di coprirsi ulteriormente inserendo Dessena al posto dell’applaudito Marilungo, lasciando Pozzi in panchina, un cambio che in pratica ha aiutato ancora di più il forcing giallorosso, trasmettendo alla squadra il credo difensivo, lasciando Pazzini sempre più isolato in avanti. Dopo aver rischiato la frittata su un innocuo colpo di testa di Fabiano, Curci nega la gioia del goal a Mesbah, autore di un siluro su calcio piazzato. Il goal dei padroni di casa è comunque nell’aria e arriva al 72’ con Di Michele, lesto a bruciare Gastaldello e ad approfittare dell’amnesia di Cacciatore, dimostrandosi freddo ed elegante nel superare Curci trovando a giro l’angolino.

Dentro Volta per Cacciatore, mentre De Canio cerca di sfruttare le palle alte, inserendo Corvia per Jeda. Dopo aver salvato la baracca sulla conclusione ravvicinata provata in mischia da Di Michele, Curci nulla può all’82’ sul colpo di testa di Diamoutene, servito da Fabiano in posizione dubbia. Mancano 8 lunghissimi minuti, il 2-2 ha il gusto della mezza sconfitta, ma in tanti temono addirittura il definitivo crollo finale e invece, dopo una punizione dalla lunga distanza di Ziegler, terminata sopra la traversa, all’88’ è la Sampdoria a trovare il goal della vittoria, ancora una volta con Pazzini, servito sul filo dell’offside da Mannini e agevolato dall’intelligente velo di Dessena, conclusione potente sotto la traversa, Rosati deve gettare la spugna, un goal pesantissimo per il morale e la classifica.

Sabato a Marassi arriverà la capolista, ma ci sarà tempo per pensarci, ora godiamoci questi 3 punti d’oro, senza però scordarsi di lavorare per correggere tutti gli errori, e sono tanti, commessi in Puglia.

TABELLINO:

RETI: 8’ Pazzini (S), 39’ Pazzini (S) [rig.], 72’ Di Michele (L), 82’ Diamoutene (L), 88’ Pazzini (S)

LECCE [4-2-1-3]: Rosati; Mesbah, Giuliatto (46’ Diamoutene), Fabiano, Rispoli; Giacomazzi, Bertolacci; Grossmuller (54’ Munari); Di Michele, Chevanton, Jeda (80’ Corvia). (A disp: Benassi, Ofere, Piatti, Vives). All. De Canio.

SAMPDORIA [4-4-2]: Curci; Cacciatore (75’ Volta), Lucchini, Gastaldello, Ziegler; Koman (54’ Mannini), Poli, Tissone, Guberti, Marilungo (65’ Dessena), Pazzini. (A disp: Da Costa, Accardi, Sammarco, Pozzi). All. Di Carlo.

ARBITRO: Gava di Conegliano.

AMMONITI: Giacomazzi, Di Michele, Corvia (L), Cacciatore, Ziegler, Curci (S)

ESPULSO: 37′ Chevanton (L)

NOTE: spettatori presenti 6.500 circa, assente la tifoseria blucerchiata non tesserata per disposizione del Casms.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]