Serie A, l’AIA dichiara guerra alle simulazioni

147 0

arbitro 7

Dopo il caso Milan-Fiorentina, l’AIA annuncia tolleranza zero contro le simulazioni: cartellini gialli immediati e stretta disciplinare

MILANO – Un’aria nuova soffia sui campi di Serie A, dopo le feroci polemiche sul rigore assegnato al Milan, l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha dichiarato guerra alle simulazioni e alle reazioni esagerate. La pacchia è finita: i “teatranti” sono avvisati.

Il calcio italiano vive ciclicamente la sua crisi di nervi, ma questa volta il detonatore ha avuto come oggetto un episodio in Milan-Fiorentina. Un finale concitato, un contatto in area di rigore e la successiva, caduta che ha trasformato un episodio dubbio in un vero e proprio caso nazionale.
L’immagine del giocatore a terra, con le mani sul volto in un’esibizione degna di un palcoscenico più che di un campo da gioco, ha scatenato la furia della Fiorentina e l’inevitabile dibattito: fino a che punto un arbitro deve tollerare l’esagerazione?

La risposta è arrivata, chiara e forte, dai vertici arbitrali. Il designatore Gianluca Rocchi, pur ammettendo l’errore tecnico nella gestione del VAR in quell’episodio specifico, ha annunciato un’imminente stretta sui comportamenti antisportivi. Tradotto in termini calcistici: è in arrivo un “giro di vite” per combattere le cosiddette “sceneggiate”. L’obiettivo è uno solo: stroncare sul nascere quelle situazioni in cui i calciatori, al minimo tocco, fingono di aver subito un colpo ben più violento e doloroso per trarre in inganno l’arbitro.

Questa svolta non è solo un provvedimento disciplinare, ma un tentativo di recuperare la credibilità del gioco. Le simulazioni, infatti, non solo minano lo spirito sportivo, ma complicano enormemente il lavoro degli arbitri, costretti a districarsi tra contatti reali e clamorose finzioni.

L’uso esasperato delle mani sul volto, il rotolarsi a terra per secondi interminabili, sono diventati un linguaggio universale del calcio moderno, un linguaggio che ora l’AIA intende censurare con fermezza.

Cosa aspettarsi in concreto? È lecito immaginare che gli arbitri riceveranno indicazioni precise per usare il cartellino giallo con maggiore prontezza in presenza di simulazioni evidenti o di reazioni sproporzionate all’entità del contatto. La speranza è che la paura della sanzione possa finalmente far prevalere l’onestà sul cinismo.

Il messaggio è inequivocabile: il “teatro” deve chiudere i battenti. Il calcio è fatto di agonismo, non di recitazione. Il caso sarà ricordato non solo per le polemiche che ha generato, ma come il momento in cui l’arbitraggio italiano ha deciso di voltare pagina, mettendo un freno definitivo all’arte della simulazione. La palla, ora, torna ai direttori di gara: a loro il compito di far rispettare la nuova linea dura, riportando in campo onestà e lealtà sportiva.