Serie A anticipa le partite serali: nuova strategia per giovani e TV

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MILANO – La Serie A si prepara a un cambiamento storico, forse la più significativa mossa di riposizionamento strategico dai tempi della “domenica spezzatino”. L’obiettivo non è solo ottimizzare gli ascolti, ma corteggiare un segmento di pubblico sempre più sfuggente: i giovanissimi.

Il cuore della proposta, promossa con forza dalla Lega Serie A e dal suo presidente, è l’anticipo delle partite serali. Addio (o quasi) al canonico fischio d’inizio delle 20:45. L’orario su cui si sta concentrando il pressing sul broadcaster DAZN, detentore dei diritti televisivi, è un più accessibile e “familiare” 20:00 in punto.

L’ora perfetta per i “Clienti del Futuro”

L’idea, lungi dall’essere una semplice riorganizzazione logistica, nasce da precise analisi di mercato. L’inizio alle 20:45 costringe gli spettatori, soprattutto i più giovani, a rimanere svegli fino a mezzanotte o oltre, scontrandosi con gli impegni scolastici del giorno dopo e non solo. Anticipando il calcio d’inizio di tre quarti d’ora, si spera di rendere il prodotto Serie A più digeribile per le famiglie e di conquistare i “clienti del futuro”, intercettando un bacino d’utenza che i social network e le piattaforme di intrattenimento rapido hanno reso sempre più difficile da fidelizzare.

Il beneficio non sarebbe solo per il pubblico. Molti addetti ai lavori, inclusi diversi allenatori, vedono di buon occhio l’anticipo per dare ai calciatori un maggiore e vitale tempo di recupero tra un impegno e l’altro, specialmente nelle stagioni ricche di impegni tra campionato e coppe europee.

C’è un aspetto che non convince

Se in televisione l’anticipo rappresenta un vantaggio, sul fronte degli spalti le nuove abitudini orarie creano spaccature e disagi. Il tifoso che acquista l’abbonamento e percorre chilometri per seguire la squadra è il primo a subire le conseguenze delle scelte dettate dai diritti TV.

L’anticipo delle partite serali dalle 20:45 alle 20:00 è un beneficio modesto per i frequentatori dello stadio. Se da un lato il rientro a casa è posticipato di soli 45 minuti, l’orario di un match delle 20:00 rimane estremamente stretto per chi finisce di lavorare tra le 17 e le 18 e deve raggiungere l’impianto in orario, rendendo quasi impossibile la cena o i rituali del pre-partita.

Il vero nodo critico per la fanbase più calda, tuttavia, risiede nella calendarizzazione dei big match negli slot diurni e nei giorni feriali. La nuova linea guida che prevede lo spostamento di alcuni incontri di cartello alla domenica alle 12:30 o al sabato ,domenica alle 15:00 è funzionale ai mercati esteri, come Asia e America, ma penalizza pesantemente i tifosi in trasferta.

Per chi vive lontano dalla propria squadra, un lunch match, delle 12:30, spesso impone la partenza il giorno prima con l’inevitabile aggravio dei costi di pernottamento. Analogamente, gli incontri collocati al venerdì sera o al lunedì sera, alle 20:00 o 20:45, rimangono gli orari più osteggiati, in quanto rendono la trasferta incompatibile con gli impegni lavorativi del giorno della gara o del giorno successivo, minando il cuore pulsante delle presenze nel settore ospiti.

In conclusione, la Serie A cammina su un filo sottile, bilanciare la modernizzazione televisiva e la conquista di nuovi mercati globali con la necessità di non alienare la base più fedele, quella che ogni weekend riempie gli stadi. La sfida del calcio italiano è trovare un orario che soddisfi DAZN, i calciatori, le famiglie e, soprattutto, chi il calcio lo vive con la sciarpa al collo, costi quel che costi.