Ghirelli: “Giocare a porte chiuse fin quando non ci sarà un vaccino”

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Le parole del presidente della Serie C Francesco Ghirelli nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione Tutto Campo.

ROMA – Il presidente della Serie C Francesco Ghirelli ha rilasciato un’intervista alla trasmissione Tutto Campo, in onda su TV Otto Channel. Queste le sue parole a cominciare dall’eventuale ripresa dei campionati: “Noi, con la Serie D, siamo stati i primi a chiudere i campionati, nella notte tra il 21 e il 22 febbraio. Iniziammo con Piacenza-Sambenedettese, abbiamo proseguito con il resto tenendo però in campo il Girone C, dove non c’erano pericoli e che rappresentava un po’ di speranza: mi dissero che ero avventato, ma ho preferito fare così. Vedendo quel che era successo con l’ebola, con la SARS, avevo la sensazione netta che sarebbe stato difficile riprendere il campionato. Spadafora si è mosso, così come noi, passo per passo, ora aspettiamo le autorità scientifiche, che indicheranno una nuova data in base alla quale stabiliremo nuove date. Chiaro che anche io vorrei giocare domani, vorrebbe dire che il paese sta meglio, e non voglio togliere la speranza al paese, sapendo la forza che ha il pallone in Italia: la speranza deve essere una fiammella che va mantenuta accesa, anche se sappiamo che ci potrebbero essere scenari diversi. Noi dobbiamo avere il dovere morale di non dare messaggi che aumentino la preoccupazione, nonostante la situazione sia complessa”.

Venerdì ci sarà un’importante assemblea di Lega: “La prima operazione è di mettere in galleggiamento la Serie C, perché corriamo un rischio pesante: avevamo fatto regole nuove e conquistato credibilità, avevamo 600mila spettatori in più e oggi ci troviamo gli stadi vuoti, per cui dovremmo provare a spostare le date dei pagamenti, salvaguardare alcuni elementi. Fa riflettere che nel Decreto Cura Italia il calcio sia stato assimilato all’attività produttive italiane, cosa che per noi è una grande conquista, siamo entrati di diritto in questo e nel breve e lungo periodo potremmo utilizzare gli strumenti che usano le aziende, come cassa integrazione e apprendistato. Ora dobbiamo salvarci, dobbiamo chiedere un po’ di benzina al governo ma fare poi il più: tagliare costi, lavorare sulla sussidiarietà, vedere come combinare galleggiamento e ripartenza. Tanto che dopo l’assemblea del 3 ci sarà un nuovo incontro, dove presenteremo il piano strategico e quello di crisi”.

Infine una battuta sugli aiuti ai club che rischiano il fallimento: “Faremo proposte nuove alla FIGC. Non dobbiamo abbassare la guardia, aumenteremo i controlli perché non vogliamo i banditi e allo stesso tempo proporremo un’azione che esenti i club alla fideiussione, rivedremo i parametri delle iscrizioni, vorremmo dare fondi di garanzia ai club. Nella prossima stagione ci saranno i massimi danni, fino a quando non ci sarà il vaccino sarà difficile vedere la gente allo stadio, ci sarà sempre paura: forse giocheremo a porte chiuse, sarà un disastro. Anche per gli sponsor. Ecco il motivo per cui si deve assumere un po’ di sacrificio: vi ricordo che in Serie D ci saranno disastri ancora maggiori, diamoci la meno per sostenerci”.

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