Sosta sul campo, attività sul mercato: tesoretto fa rima con progetto

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Ci fermiamo all’improvviso. E nel modo più brutto possibile. L’Inter anticipa la sosta proprio come non avrebbe voluto, come si temeva ma come si sperava che non fosse. E invece così è stato. Un inferno si è abbattuto sulla città di Genova, impotente di fronte alla catastrofe naturale, un’alluvione spaventosa che si sta portando dietro corpi di persone innocenti. Un epilogo atroce per questa prima fetta di stagione, uno stop oltre che dettato dal maltempo anche indicato dalla morale. Giocare a ‘Marassi’ domani sarebbe stato un insulto a chi questi giorni li vede come un incubo e a chi in queste ore ha perso la vita. E’ giusto, sacrosanto, indiscutibile fermarsi. E con l’auspicio di vedere la splendida Genova brillare come merita al più presto senza queste tragedie a fermare prima la vita e solo dopo anche il calcio, l’Inter depone momentaneamente le armi e va al riposo con il sapore di vittoria ancora percepibile sulla punta della lingua.

Una vittoria europea col Lille importante, che dà consapevolezza e primo posto nel girone. Ma quasi senza rendercene conto, tra una sconfitta e una polemica, un infortunio e – quando capita… – una vittoria, si sta facendo largo il mese di novembre. E questo significa che mentre la squadra riposa (per modo di dire, perché le Nazionali ci strapperanno ancora tanti campioni per superflue amichevoli) e gli infortunati rifiatano, gli addetti ai lavori per il mercato iniziano a muoversi. Questo inizia a diventare un periodo caldo, in cui si possono valutare con attenzione le situazioni di giocatori in difficoltà nelle loro realtà attuali e comperabili a gennaio per cifre accessibili, un po’ come fu lo scorso anno per Giampaolo Pazzini: l’Inter lo sondò già in estate, poi approfittando del crollo della Sampdoria lo andò a prendere a gennaio per una cifra irrisoria se confrontata con il valore del giocatore. Lo stesso discorso al momento può valere ad esempio per un Fernando o un Guarìn del Porto, per un Ilicic del Palermo o un terzino di fascia sinistra, Vargas più di altri anche se il costo è proibitivo ma la sua situazione rende bene l’idea. Elementi – insomma – che siano accessibili per gennaio, interessanti in prospettiva e dal prezzo conveniente, oltre che ovviamente in linea con i nuovi parametri del monte ingaggi nerazzurro.

Tutto ciò fa parte del progetto Inter, quello di cui si parla poco ma che in realtà è già ‘vivo’ sulle scrivanie di Corso Vittorio Emanuele. Bisogna puntare su talenti giovani o comunque nel pieno delle loro forze, senza perdere di vista occasioni importanti, e soprattutto puntando ad allineare i salari a cifre molto più basse di quelle degli scorsi anni. In questo senso, i rinnovi di Chivu e Muntari – ad esempio – risultano molto più lontani proprio perché economicamente complessi da sbrogliare. Il progetto è dunque in corso d’opera, e per gennaio c’è anche un tesoretto che il presidente Massimo Moratti ha stanziato per finanziare le operazioni in entrata. Nessun colpo trascendentale, qualcuno proverà a farci rileggere magari di Kakà – come accadeva un anno fa -, ma si agirà con intelligenza, moderazione e grande attenzione. In questo senso è proprio adesso che il mercato si ‘apre’, perché le situazioni più interessanti iniziano ad essere monitorate, i motori si scaldano e le prime trattative iniziano a prendere forma, a partire da quelle più concrete come Juraj Kucka per cui si stanno limando i dettagli con il Genoa o Juan, per il quale si andrà presto in Brasile a discutere con l’Internacional di Porto Alegre, fino a quegli elementi che possono finire a sorpresa sul mercato e che possono dunque essere occasioni quasi imperdibili. Il tesoretto c’è e servirà, il progetto è vivo. La sosta è sul campo – e rinnoviamo un abbraccio alla popolazione genovese -, ma non sul mercato. Anzi, siamo solo all’inizio…

[Fabrizio Romano – Fonte: www.fcinternews.it]