Speciale Tim Cup, Inter: la fine di un ciclo. Anzi, l’inizio

Che dire, dopo una serata come quella dell’Olimpico? Innanzitutto, complimenti al Palermo e ai suoi tifosi, che meriterebbero la coppa solo per l’entusiasmo e l’amore per i colori rosanero manifestato, e per aver reso indimenticabile questa finale. Ce ne fossero due di Tim Cup, anche loro dovrebbero sollevarne una verso il cielo. Ma il calcio è questo e, pur rispettando all’infinito l’avversario, mi godo una gioia enorme, persino superiore a quello che mi sarei potuto aspettare. Dopo aver visto il Barcellona festeggiare la vittoria della Champions League, un anno dopo il ‘nostro’ momento, non credevo che avrei potuto esaltarmi tanto per quella che in tanti, troppi, considerano un trofeo di basso profilo. Invece ho vissuto una serata fantastica, perché ho riassaporato il gusto di vedere questi ragazzi sollevare una coppa, gesto fatto già molte volte ma troppo velocemente dimenticato da chi ha la memoria corta.

Bravi ragazzi, tutti quanti, e bravo Leonardo, per il quale questa è la prima vittoria da allenatore. Anche Mancini ha iniziato così, l’augurio che invio al brasiliano è di ripercorrere le orme del Mancio sulla panchina nerazzurra. Zanetti che riceve nelle mani un trofeo e lo ‘regala’ ai tifosi, mettendolo bene in vista: immagine stupenda, nella sua ripetitività, ma di cui non mi stancherei mai di godere. Questa coppa è nerazzurra perché è giusto che sia così. Abbiamo sconfitto il Napoli al San Paolo, la Roma e uno strepitoso Palermo, ce la siamo guadagnata alla faccia di chi non se lo augurava. Non vale una Champions League, ci mancherebbe, ma questa Tim Cup ha un peso specifico enorme, perché chiude in bellezza una stagione travagliata e va ad aggiungersi alla Supercoppa e al Mondiale per Club, completando una mini-tripletta che tante altre squadre possono solo sognare.

Vorrei elencare tutti i giocatori che hanno dato il loro contributo a questo trionfo, ma non posso perché non finirei mai di scrivere. Mi limito a mettere sotto la lente d’ingrandimento la prestazione di Samuel Eto’o, che con la doppietta fotocopia dell’Olimpico chiude la sua stagione con 37 reti, cifra paurosa nell’era moderna e record personale (il precedente, in maglia Barça, era 36). E non venitemi a raccontare che Cristiano Ronaldo ne ha segnati 40 solo nella Liga: venga in Italia a fare il gradasso e ne riparliamo.

Come non dire grazie ancora a capitan Zanetti? Ho un frame nella mia testa: l’85’ minuto, fuga da area ad area di rigore mentre i rosanero cercavano inutilmente di fermarlo. Superman, signori, a 38 anni e 1003 partite sulle spalle. Ringraziamento anche a Lucio, un gladiatore insuperabile nella fossa dei leoni palermitani, e Julio Cesar, ultimo baluardo al quale neanche il mal di schiena ha impedito di compiere miracoli. Infine Milito: pochi minuti in campo e un gol, pesantissimo, che ha freddato le speranze del Palermo. Facile, ma importantissimo, per l’Inter e per il Principe, che chiude una stagione soffertissima timbrando il cartellino in una finale, come ai bei tempi. Magari parlo trascinato dall’entusiasmo, però vorrei tanto rivedere la maggior parte di questa gente anche l’anno prossimo ai nastri di partenza della nuova stagione. Perché questa Tim Cup non necessariamente deve essere la chiusura in pompa magna di un ciclo. Perché non pensare che possa essere l’inizio del prossimo, targato Leonardo?

[Fabio Costantino – Fonte: www.fcinternews.it]