Il Milan ha costruito molte delle sue certezze recenti sulle mani di Mike Maignan. Un portiere che non para soltanto, ma comanda, dirige, guida. Questa stagione lo ha visto ancora una volta protagonista, non sempre in un Milan perfetto ma spesso in un Milan salvato dall’ultimo uomo. Ci sono partite che pesano più di altre nel giudizio collettivo: contro la Lazio, a San Siro, un Maignan formato muraglia ha tenuto in equilibrio una sfida scivolosa con interventi da applausi; nel derby contro l’Inter ha parato un rigore pesantissimo a Calhanoglu, gesto che ha ribaltato inerzia e fiducia in un match che sembrava scivolare via. Di serate così il francese ne colleziona da quando è arrivato – con sobrietà, senza proclami, diventando a suo modo l’uomo che ha fatto dimenticare Donnarumma.
Eppure, paradossalmente, proprio la storia potrebbe ripetersi. Il contratto di Maignan scade nel giugno 2026, e il Milan si trova davanti allo stesso bivio già vissuto quattro anni fa. Il francese chiede 8 milioni di euro a stagione, cifra da top continental; il club rossonero è disposto ad arrivare soltanto a 5 milioni, mantenendo la linea salariale che la società considera sostenibile. È una distanza profonda, che non nasce oggi e che finora non ha conosciuto un punto d’incontro. Le big d’Europa osservano, fiutano il possibile colpo a parametro zero: più di tutte il Chelsea, pronto a mettere sul tavolo un contratto pluriennale e più ricco di quanto il Milan sia disposto a garantire. Nel frattempo Maignan continua a parare, ad alzare il livello delle prestazioni e, ironicamente, anche il proprio valore. Intanto Allegri e Tare stanno già pianificando il 2026, volgendo lo sguardo in Spagna e contando sull’aiuto di Luka Modric.
E proprio qui si apre il capitolo nuovo. Se Maignan dovesse effettivamente lasciare Milano – ipotesi che giorno dopo giorno appare meno remota – il nome individuato per raccoglierne l’eredità è quello di Andriy Lunin, attualmente al Real Madrid. Portiere classe 1999, talento riconosciuto da anni ma frenato dalla presenza ingombrante di Courtois, Lunin potrebbe essere la scelta ideale per un Milan che vuole assicurarsi un futuro in porta senza abbassare l’asticella tecnica. Gli osservatori rossoneri lo seguono da tempo e, secondo fonti di mercato, Igli Tare lo ha inserito in cima alla lista dei sostituti per il post Maignan.
L’operazione, tuttavia, non è priva di complessità. Il Real non ha intenzione di svendere un portiere considerato ancora un patrimonio tecnico e, allo stesso tempo, il Milan dovrebbe valutare l’impatto economico dell’investimento. Ma c’è un dettaglio che potrebbe fare la differenza: Luka Modric. Il croato, ex compagno di Lunin e leggenda madridista, avrebbe un rapporto eccellente con l’ucraino. Secondo quanto circola nell’ambiente, proprio Modric potrebbe essere la chiave diplomatica per favorire il trasferimento, una sorta di ponte umano tra due club storicamente in buoni rapporti. La sua figura potrebbe diventare determinante nel convincere Lunin ad accettare una sfida nuova, in un ruolo non più da alternativa ma da protagonista assoluto.
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