Torino, il punto: incerto giudizio sul mercato di gennaio

Che giudizio dare al mercato del Torino? Sinceramente non è facile da dirsi quindi meglio affidarsi a un mero ragionamento logico, magari un po’ freddino, ma sicuramente razionale. I rinforzi sono stati: Barreto, Coppola, Jonathas, Menga e Kabasele. Un titolare, un portiere di riserva, un giovane rincalzo con un po’ d’esperienza e due ragazzi da scoprire. Sul fronte uscite: Sansone, Sgrigna, Verdi, Suciu, Lys Gomis, Agostini, De Feudis, Gorobsov e Migliorini. Alcuni mai mandati in campo nella prima parte della stagione, altri utilizzati saltuariamente. La posizione in classifica del Torino permette di avere più che discrete garanzie che la squadra riesca a centrare l’obiettivo della salvezza pertanto, almeno fino a oggi, è da considerarsi adeguata per l’obiettivo. Quindi il fatto che sia stato preso un solo giocatore, Barreto (per Coppola il discorso è differente), che può essere considerato un rinforzo che se sta bene, e le premesse con Pescara e Inter sono più che positive, può fare la differenza fa sì che il giudizio sul mercato del Torino non debba essere bollato a priori come negativo.

I tifosi indubbiamente si aspettavano qualche altro rinforzo anche se c’è da registrare la nuova tendenza, invocata da tempo, di puntare sui giovani, magari qualcuno avrebbe preferito che fossero quelli del vivaio, poco o nulla utilizzati in questi ultimi anni e i più promettenti mandati a farsi le ossa altrove, ma come primo passo in questa direzione, anche se arrivano dall’estero, è comunque positivo. Ora c’è da augurarsi che Jonathas, Menga e Kabasele vengano messi nella migliore condizione per poter emergere e che una volta a conoscenza del sistema di gioco sia data loro la possibilità di scendere in campo. E’ chiaro che questo dipenderà molto anche dalla posizione in classifica del Torino, perché non si può pretendere che dei giovani si accollino il peso di fare la differenza nel caso la squadra dovesse vivere un momento di difficoltà.

Nonostante le considerazioni razionali che si possono fare su questa sessione di calciomercato del Torino resta la sensazione che la dirigenza granata abbia optato per scelte improntate al minimo indispensabile, non che qualcuno pretendesse un mercato fatto di colpi sensazionali, ma almeno che arrivasse un secondo giocatore che potesse innalzare il livello tecnico della squadra sarebbe stato più prudente assicurarselo, giusto per avere quel pizzico di tranquillità maggiore nel caso si dovesse sopperire a una squalifica o a un piccolo infortunio. Capitasse mai una di queste due situazioni a centrocampo o in attacco, in difesa alternative ce ne sono, mister Ventura si troverebbe nella condizione di dover dare la responsabilità di rendere al meglio a un giovane senza avere la possibilità di poter contare anche su un giocatore più esperto. Fra centrocampo, fasce e attacco i ruoli da ricoprire sono sei (due mediani, due esterni alti e due punte) e di giocatori tra titolari e valide riserve con esperienza ce ne sono dieci: Gazzi, Brighi, Basha, Vives, Cerci, Santana, Birsa, Barreto, Meggiorini e Bianchi. Non ci sono neppure due giocatori per ruolo, la coperta in caso di bisogno rischia di essere un po’ corta per una squadra che ha come obiettivo la salvezza.

La fortuna aiuta gli audaci e la condotta dei dirigenti granata in questa sessione di calciomercato è stata nelle scelte almeno un po’ audace, per il bene del Toro si spera che su Jonathas, Menga e Kabasele e anche su Stevanovic, Diop e Bakic ci abbiano visto lungo.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]