Un rimpallo e un miracolo di Da Costa salvano una Samp inguardabile (1-1)

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Se la ripresa contro il Torino e soprattutto la gara infrasettimanale a Verona avrebbero dovuto fornire preoccupanti allarmi da non sottovalutare, l’intera sfida contro il Sassuolo è stata la prova di come la Sampdoria non abbia né un gioco, né un credo tattico, assolutamente in balia dell’avversario, lontana anni luce da una compagine in grado di conquistare la promozione diretta in serie A. Manovra lenta, prevedibile, affannosa, giocatori fuori ruolo, si passa da uno schema all’altro in un paio di giorni, giocatori in tribuna per mesi diventano titolari e viceversa.

Il Sassuolo ha dato lezione di calcio e di anima ad una Sampdoria irriconoscibile, imbarazzante e improponibile per un campionato di vertice.  Confusione tattica, formazione sbagliata, gioco inesistente, pochissime occasioni da rete, un Marassi che diventa terreno di conquista per l’avversario e un campo ostico per chi di gioca in casa. Sono constatazioni preoccupanti che devono far riflettere chi lavora per la Sampdoria.

Rispetto a Verona rientrano nell’11 titolare capitan Palombo, Accardi e Costa, confermato Rispoli sull’out destro, turno di riposo per Obiang, Padalino, Gastaldello e Semioli, accanto al capitano ecco Soriano e Dessena con Bentivoglio dietro al tandem Pozzi – Bertani. Sull’altro fronte ecco un ordinatissimo e ben organizzato Sassuolo guidato da mister Pea. Gli emiliani si affidano alle geometrie di Cofie nel cuore del centrocampo, con Masucci e Sansone bravi a supportare sugli esterni il punto di riferimento centrale rappresentato da Marchi.

Fin dalle prime battute ci si rende conto che sarà un pomeriggio, o una tarda mattinata di patimenti. Non abbiamo esterni di centrocampo, le fasce vengono dimenticate e lasciate alle iniziative ospiti, Palombo fatica a contenere gli inserimenti centrali, Dessena è inesistente, Soriano disorientato e rischia di restare travolto dal caos della squadra, Pozzi e Bertani hanno poche palle giocabili e non riescono a sfruttare al meglio quel poco che arriva dalle loro parti. Il Sassuolo fa quel che vuole, Cofie detta i tempi, Magnanelli e Bianchi distruggono e costruiscono gioco, Masucci e Sansone sono pericolosi in ogni iniziativa offensiva ma non disdegnano le coperture in supporto dei compagni.

La prima sortita offensiva blucerchiata arriva al 9’ quando Bertani non riesce a catturare un servizio di Dessena al termine di un contropiede partito dai piedi di Bentivoglio e proseguito da Pozzi. La risposta emiliana è tanto tempestiva quanto concreta; al 15’ girata vincente di Marchi, che capitalizza al meglio un involontario assist di Magnanelli su tentativo dalla lunga distanza, nulla da fare per Da Costa.

Doccia gelata per la Samp, la cui manovra si concentra in una melina difensiva e su una miriade di palloni persi a centrocampo, il Sassuolo non corre rischi, si propone nuovamente in avanti con Magnanelli, debole la conclusione su appoggio di Piccioni, e Masucci, lanciato in profondità da Laverone ma anticipato dall’uscita di Da Costa. Il Doria? Soltanto una punizione a lato di Palombo. Prima dell’intervallo si rischia il colpo del k.o. quando Cofie, nella più classica delle azioni di contropiede, si fa tutto il campo con la palla tra i piedi, taglia a fette la difensa blucerchiata, ma, a tu per tu con il n°1 doriano, perde il momento della battuta e l’occasione sfuma.

Il Doria torna nell’intervallo tra i fischi assordanti e meritati del pubblico deluso da una prestazione imbarazzante. Atzori cambia le carte: dal 1’ della ripresa dentro Semioli e Laczko al posto di Dessena e Soriano, i neo entrati si posizionano sugli esterni, Bentivoglio torna a fianco di Palombo in un più normale e presentabile 4-4-2. Appena la Samp inizia a spingere sugli esterni, il Sassuolo va in difficoltà, soprattutto Laczko si rende protagonista di un paio di interessanti percussioni che costringono l’arbitro ad estrarre diversi cartellini gialli ai difensori ospiti.

Dopo una debole punizione calciata da Palombo, si va vicini al pareggio con una scoordinata deviazione di Piccioni su cross dalla destra di Costa, Pomini  è costretto a smanacciare in corner evitando che la sfera s’insacchi sotto la traversa.  Al 61’ ci prova Pozzi a sfondare centralmente con un’iniziativa personale, ma la conclusione è centrale e facile preda di Pomini.  Quando mancano 18’ al termine, Atzori si gioca l’ultima carta, Piovaccari per Pozzi, ma è ancora il Sassuolo a sfiorare il raddoppio, prima con una conclusione da fuori operata da Masucci, bloccata dal n°1 doriano, poi con un tentativo ravvicinato di Sansone, terminato sull’esterno della rete al termine di un’avvolgente azione corale dei ragazzi di mister Pea.

La fortuna ci assiste e all’80’ acciuffiamo il pari con Piovaccari, lesto a risolvere nel migliore dei modi una rocambolesca mischia. Pochi giri d’orologio più tardi Bertani sfiora il 2-1 con una girata terminata sul fondo su schema da calcio piazzato  battuto da Palombo, ma è il Sassuolo ad andare vicinissimo al colpaccio con una splendida conclusione a giro di Laribi, ottimo l’intervento di Da Costa che salva la baracca.

2 punti in 3 gare, una sola vittoria tra le mura amiche, confusione tattica e un gioco che non arriva. Bastano questi dati per essere giustamente preoccupati. Ascoli, Cittadella e Nocerina sono le prossime stazioni per non perdere troppo contatto dal treno promozione.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]