Ventura: “Il test con il Varese una prova importante”

Questa sera alle 20,30 a  Verbania il Torino incontrerà il Varese in amichevole. A sei giorni dalla prima partita ufficiale della stagione in Coppa Italia e dopo ventitre giorni di ritiro questo test, tra l’altro con una diretta concorrente in campionato, è senza dubbio una partita che servirà all’allenatore e alla dirigenza per valutare quanto finora fatto.

E’ indubbio che bisogna sempre tener presente che le amichevoli pre-campionato hanno un valore relativo, perché i carichi di lavoro sono elevati in quanto devono fornire ai giocatori la forza di base che permetterà loro di essere in forma per tutta la stagione, quindi avere le gambe pesanti è normale, ma questo vale per entrambe le squadre quindi il test, tenuto conto di questi aspetti, è attendibile.

Su quanto sarà significativo il test con il Varese Ventura ha detto: “Il Varese  ha qualità e corsa, gioca nel nostro stesso campionato. Io non conosco bene l’avversario di domani e quest’amichevole servirà proprio per approfondirne la conoscenza. A noi invece sarà utile per calarci nel nostro campionato caratterizzato dall’agonismo, dalla corsa e dalla consapevolezza del valore di noi stessi e degli avversari. La gara con il Varese è più importante di quella che abbiamo disputato con la Fiorentina e vorrei, a prescindere dal risultato, che desse le medesime risposte che hanno dato le precedenti amichevoli: lettura delle situazioni e capacità di tramutare sul campo quanto appreso in allenamento. In questo periodo c’è stata una crescita sia dei giocatori che già erano al Torino, sia dei nuovi arrivati e dei ragazzi più giovani. Tutti hanno dimostrato impegno, disponibilità e voglia di migliorarsi”. A chi gli chiedeva di Rubin andato via e dell’arrivo di Parisi il mister ha risposto: “Rubin è andato via per una sua scelta, io sarei stato contento che fosse rimasto. Parisi è un giocatore non giovanissimo, ma sa già quello che facciamo e ha esperienza, doti che non guastano mai”.

Il lavoro svolto durante il ritiro proseguirà non solo nei prossimi giorni, nei quali il Torino continuerà la preparazione nell’incantevole scenario di Omegna sulle rive del Lago d’Orta, ma anche quando tornerà ad allenarsi alla Sisport. Di questo lavoro, man mano che i giorni passano, è possibile vederne i frutti nei movimenti in campo e nelle giocate dei calciatori granata.

Continuando quanto fin qui fatto, con lo stesso impegno e la medesima determinazione, i giocatori potranno ulteriormente migliorare non solo per quel che concerne le capacità individuali, ma anche per l’affiatamento con i compagni al fine di costruire una squadra armonica, dove tutti pensano e agiscono in sintonia con il fine di raggiungere l’obiettivo.

Gli esiti positivi del lavoro effettuato hanno una componente importante, per non dire fondamentale, determinata dal contesto di serenità quale è stato quello della prima parte del ritiro a Sappada e poi quello della seconda a Omegna, dove la squadra ha potuto prepararsi senza essere distratta da vicende che riguardano solo ed esclusivamente la società e il rapporto fra la dirigenza e la tifoseria.

Proseguendo il lavoro quotidiano in un contesto sereno e costruttivo sicuramente non si potranno evitare i momenti di difficoltà che indubbiamente ci saranno in un campionato lungo come quello della serie B, ma permetterà di affrontarli e superarli senza ripiombare in quei periodi che troppe volte si sono ripetuti negli ultimi anni e che sono stati una delle cause della permanenza nella cadetteria. Questo a prescindere se il primo settembre  la rosa del Torino sarà composta dagli attuali giocatori o se vi saranno degli ulteriori innesti per completare il gruppo o per sostituire giocatori che avranno preferito cimentarsi in altre piazze e che con la loro cessione avranno rimpinguato le casse societarie. E’ pacifico, che se Bianchi e Ogbonna rimarranno e se arrivassero anche Gazzi, Parisi e un esterno destro, i tifosi e lo stesso Ventura sarebbero ancora più contenti.

Ventura da tecnico navigato e di lunga esperienza qual è- non perché sia vecchio, ma per aver militato in tante società e quindi aver tastato il polso di realtà differenti – quando ripete in campo ai suoi giocatori e fuori ai tifosi e ai giornalisti con i quali si relaziona, sempre con grande disponibilità, che bisogna tutti insieme superare le negatività che derivano dal passato e porsi nei confronti del futuro in modo nuovo non chiede altro che questo: creare a vantaggio di tutti un ambiente sereno per lavorare al meglio e facilitare il raggiungimento dell’obiettivo comune, la serie A senza dimenticare il passato, ma allo stesso tempo senza portarne nel presente la parte negativa.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]