2 agosto, primo giro di boa e primi voti alla serie A: Milan e Juve giù. Inter in stand by e Napoli incostante

Ci siamo divertiti ma non troppo. Ci siamo fatti mille domande, abbiamo ricevuto 500 risposte. Pochi soldi in circolazione e uno stato di crisi che, se ci può consolare, riguarda l’intero sistema europeo; Manchester City escluso. Dopo l’intero mese di luglio siamo autorizzati a fare i primi bilanci, naturalmente con la consapevolezza che oggi valgono al 50% considerato che abbiamo ancora 29 giorni per cambiare voti e giudizi.

Sta nascendo una serie A molto equilibrata: per la corsa alla Champions League, per la lotta salvezza ma non per il trono del campionato, dove l’Inter può restare ferma anche per tre sessioni e avrà sempre qualcosa in più di un Milan, immobile, e di una Juve confusionaria.

Moratti e Branca meritano un 7 solo per la soddisfazione che si stanno togliendo nel mettere il bastone tra le ruote a Mino Raiola, nel passaggio di Balotelli al City. Una volta, il Presidente Moratti incassava e andava al tappeto, adesso colpisce, prima di cadere giù. Il colpo Coutinho, avvenuto due stagioni fa, è la dimostrazione di un club che vuole progettare e che di giovani calciatori se ne intende; ottimo il mercato del settore giovanile, Piero Ausilio è il nuovo Ariedo Braida. Maicon è alle corde: può andare via ma alle condizioni dell’Inter.

Infelice e insoddisfatto questo povero diavolo che un po’ di pena ci fa. Yepes a parametro, Amelia come dodicesimo, Sokratis per 7 milioni di euro, Filkor e Daminuta per 2 milioni complessivi e una squadra che deve accontentarsi dei soliti “vecchietti” per tirare la carretta. Ad oggi in via Turati non possono strappare più di un 5. Grande confusione sul contratto di Ronaldinho: ma cosa se ne farebbe il Milan, del brasiliano, fino al 2014? Tralasciamo lo spalma stipendi, strategia incomprensibile e controproducente. La Juventus non va oltre il 5,5: di fumo ne abbiamo visto tanto, come la fine dei soldi che hanno fatto un anno fa, di arrosto c’è ben poco. Se Delneri punta al terzo-quarto posto, allora, questa squadra è adeguata e può puntare all’obiettivo Champions ma se l’intento è quello di avvicinarsi ulteriormente all’Inter, allora siamo ancora lontani. I nuovi dirigenti stanno pagando il passaggio al grande club. Facilmente “ricattabili” dal mercato europeo. Il Wolfsburg sta prendendo in giro la Juve, ormai, da settimane e giustamente il Cska Mosca per Krasic non vuole scendere a compromessi, non essendo uno di quei club con l’acqua alla gola. Giusta e valida l’operazione Lanzafame, giovane del vivaio riportato a casa troppo tardi, sarebbe una follia vendere l’intero cartellino d Giovinco e 4,5 milioni di euro per Storari è come devolverli in beneficenza al Milan. Un mercato si giudica anche e soprattutto dalle uscite; su questo dato proprio non ci siamo.

Mediocre anche il mercato della Fiorentina che da due mesi non riesce a chiudere con Insua, deludente la strategia della Sampdoria che in questo momento si può giocare un pezzo di storia entrando nella fase a gironi di Champions League, mentre ci fa impazzire la voglia di fare dell’altra genovese. Preziosi spende ma non spande. Voto 8 al Grifone che quest’anno deve puntare al quarto posto. Chiedo scusa a Gasperini se gli porto un po’ di pressione sulle spalle ma, con un mercato del genere e con un campionato come il nostro, il Genoa non può accontentarsi dell’Europa dei poveri. Si è fermato il Napoli, di nuovo. Urge un centrocampista, dopo il colpo Cavani. Urgono le cessioni, Direttore Bigon. Inler sarebbe il top, Zuculini Jr. l’acquisto di prospettiva da fare subito. 5 milioni già sborsati per Cavani, 2 milioni e 900 mila euro incassati (2,2 dal Saragozza per Contini, 350 mila per Hoffer e altri 350 mila per Datolo) danno la possibilità al Presidente De Laurentiis di investire in maniera più concreta sulla squadra che quest’anno avrà da portare avanti due impegni molto complicati, se affrontati con una rosa limitata.

Il Regno delle due Sicilie merita i voti più alti. A Catania, presto, sostituiranno in Piazza Duomo il simbolo della città (l’elefantino Liotru) con la sagoma di Pietro Lo Monaco. L’affare Caraglio è una genialata del Direttore Generale che voleva tenere nascosta l’operazione fino a questa settimana ma l’uccellino dall’Argentina non smette mai di cinguettare. Ci vuole depistare Lo Monaco quando smentisce una trattativa in dirittura d’arrivo, vecchia volpe! Procuratori argentini prima e colleghi vicini al West Ham poi ci hanno svelato l’affare nella giornata di sabato. Caraglio sarà del Catania e l’accordo con il Rosario Central è già stato raggiunto; qualche problema con l’agente “fenomeno” dell’attaccante classe ’88 ma assolutamente superabile, dopo che aveva fatto credere al suo assistito che in Inghilterra avrebbe trovato l’America. Il Catania definisce così le linee guida di un mercato da 8 in pagella. Un anno per farsi le ossa a Caraglio e tra 6-12 mesi la cessione al miglior offerente di “Maxi” plusvalenza Lopez (potrebbe essere il nuovo soprannome dell’argentino-etneo).

Promosso a pieni voti anche il Palermo di Sabatini. Manca la ciliegina sulla torta per arrivare ad un abbondante 7 e per puntare a quel quarto posto, perso sulla linea d’arrivo lo scorso campionato.

[Michele Criscitiello – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]