La lunga lista degli allenatori italiani senza panchina

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Spalletti, Motta, Mancini e altri tecnici di spicco attendono una nuova chiamata. Il mercato allenatori è pronto a esplodere

Il calcio italiano, si sa, vive di cicli, di rinascite e, soprattutto, del logorante ma affascinante “valzer delle panchine”. Ma in questo autunno che profuma già di mercato e decisioni importanti l’attenzione non è solo sulle squadre in crisi, ma anche su una lunga lista di tecnici di primissimo piano che, per una ragione o per l’altra, osservano in attesa di una chiamata last minute.

La loro assenza dalle luci della ribalta crea un serbatoio di talento e personalità che potrebbe riscrivere gli equilibri della stagione in corso o di quella futura.

Tra questi “disoccupati di lusso”, spicca il nome di Luciano Spalletti. Fresco di una separazione (non senza polemiche) dalla Nazionale, il tecnico toscano rappresenta una garanzia di mentalità e gioco offensivo. Un profilo ingombrante, certo, ma con il blasone di uno Scudetto e l’esperienza di panchine bollenti. La sua “disponibilità” è una bomba a orologeria nel panorama delle big, pronto a scoppiare non appena una piazza ambiziosa deciderà di voltare pagina in modo radicale.

Accanto all’esperienza, scalpita la “nuova generazione”. Thiago Motta, reduce da esperienze brillanti e da una recente ma intensa avventura, ha dimostrato di avere una visione moderna del calcio, costruendo squadre capaci di stupire con un gioco propositivo e coraggioso. Così come Raffaele Palladino e Alessandro Nesta, che, pur con un background diverso, rappresentano quel volto giovane e innovativo che piace tanto ai club desiderosi di “progetto”. La loro attesa non è dettata dalla necessità, ma dalla volontà di agganciare il treno giusto per consolidare la propria carriera ad alti livelli.

Non possiamo poi dimenticare i grandi manovratori, i veterani pronti a subentrare. Walter Mazzarri, ad esempio, è il classico allenatore da “scossa”, esperto nel risollevare situazioni complesse e il suo modulo tattico ben definito. Nomi come lui, o come Roberto D’Aversa, Marco Giampaolo e Luca Gotti, rimangono pedine fondamentali per quelle società che, a stagione in corso, hanno bisogno di risultati immediati e di un cambio di rotta deciso.

E poi c’è la suggestione internazionale: Roberto Mancini, dopo l’esperienza in Arabia Saudita e un passato glorioso, è un profilo di caratura mondiale. La sua presenza tra gli allenatori liberi è un richiamo costante per un inaspettato ritorno in patria in caso di ribaltone clamoroso.

Insomma, il mercato degli allenatori non si è fermato con la fine delle trattative estive. È un fiume che scorre sotto la superficie della Serie A e non solo, pronto a riemergere con forza al primo segnale di crisi. Per i dirigenti sportivi, è una lista di “numeri uno” da tenere a portata di mano; per i tifosi, è un motivo in più per sognare un cambio di marcia. Questa lunga lista degli allenatori italiani senza squadra è affollata di talenti, pronti a tornare protagonisti.