Bari, Donati: ti stanno aspettando…

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Nel Bari che, a fatica ma con merito, sta accumulando punti preziosi in questo avvio di campionato, manca qualcosa, o forse più di qualcosa. A latitare, oltre ad alcuni big della rosa (De Paula e Bogliacino) è il carisma, la determinazione e la qualità di capitan Donati, non ancora al massimo delle performance e spesso bacchettato da mister Torrente, che dal numero cinque biancorosso prentende sempre il meglio.

Dopo essere rimasto, un po per voglia un po per altro, alla corte del galletto, Max Donati è diventato, di diritto, mentore, guida e capitano di un gruppo di giovani ragazzi, molti dei quali al debutto in un campionato difficile come quello della Bwin. Una responsabilità mica da niente, che l’ex Celtic accolse con entusiasmo, coscio com’era dell’importanza che un giocatore con il suo curriculum potesse e può avere all’interno di una squadra come quella biancorossa.

Bene, l’atteggiamento è quello giusto. A mancare, però, sono le prestazioni in campo, che stentano a decollare. Se la manovra del gioco di mister Torrente pare spesso compassata e priva di mordente, la responsabilità sono anche, probabilmente, del regista, del mediano chiamato a far partire l’azione ed impostare la manovra. Come quando si viene attaccati in contropiede, e spesso si finisce per subire, la colpa è, anche e soprattutto, dell’uomo messo davanti alla retroguardia, che dev’essere sempre in grando di tamponare l’attacco del nemico. Tutto questo Donati, sino ad oggi, non lo fa, limitando le sue partite al classico compitino, e nulla più. E così non va bene. Le sue qualità gli impongono, almeno in B, di fare la differenza, e la fascia che porta al braccio lo costringe a fare di meglio, magari da traino per i compagni, con carisma, e cattiveria quando ci vuole. Ad oggi non è così. La speranza è di poter presto ribaltare quest’analisi e parlare dell’esatto contrario. Se lo aspettano anche i tifosi, oltre a Torrente.

[Andrea Dipalo – Fonte: www.tuttobari.com]