Bergessio arriva. Maxi lascia o raddoppia?

CATANIA – Per il ritorno a Catania di Gonzalo Bergessio possiamo dire che si tratti solo di una questione di tempo, ma non c’entrano le esclusive e le fonti interne. Nonostante i problemi sorti che hanno senza dubbio posticipato l’ufficializzazione de “El Lavandina”, se il Direttore si è sbilanciato fino ad annunciarlo pubblicamente deve voler dire che è tutto fatto. È vero che poco tempo addietro, con il caso Pavone, si è creato un precedente, ma tutti sappiamo quanto cauta sia la politica degli annunci in quel di Torre Del Grifo, e alla fine Bergessio arriverà.

La prima reazione, d’istinto, fa volare la mente all’addio a questo punto certo di Maxi Lopez. Il reparto era già stato completato, specialmente nel ruolo che è stato di Mascara prima e di Bergessio poi: Catellani e Lanzafame meritano e avranno certamente spazio, sarebbe stato un controsenso portarli in rossazzurro; Gomez non si discute, e quest’anno si punta forte su di lui; Suazo è l’alternativa, la scommessa. Il conto dei posti è presto fatto, Bergessio al posto di Maxi, perché altrimenti spendere quei 3.5 milioni di euro (inizialmente venuti fuori) per un giocatore che faccia panchina, di 27 anni e con poche possibilità di generare plus-valenza?

Oggi però possiamo dire che qualcosa è cambiato. Per prima cosa il presunto compenso (le cifre reali non è detto vengano mai fuori) è sceso a 1.9 milioni, che per un giocatore già provato con ottimi risultati sono davvero un affare. Poi il Catania ha ufficializzato altri due tasselli importanti per la nuova stagione, Legrottaglie e Almiron, che ridimensionano il “problema” delle futura plus-valenza dal punto di vista dell’ “età avanzata”. Pare evidente che la strategia del Catania di quest’anno, infatti, sia stata di puntare sull’esperienza, su uomini “di categoria”, forse pensando anche che due colpi in uscita sicuri li ha già in casa, Gomez e Maxi Lopez appunto. E allora spendere meno della metà del riscatto pattuito a gennaio per trovarsi in casa un’alternativa all’altezza di Maxi in vista di una cessione comunque scontata a giugno, o magari a gennaio, diventa un’operazione che bene si incastra nel marchio di fabbrica etneo, la programmazione. Infine, per quanto concerne le esigenze squisitamente tattiche, lo scorso anno i due bomber argentini hanno già convissuto in campo con buoni risultati. Non è da escludere la stessa soluzione per partite con un Catania a trazione anteriore, o perché no, in ottica di un cambio del modulo.

A Roma mister Montella ha proposto anche le due punte, e comunque il suo modello di riferimento è la squadra di Spalletti con Vucinic (che ala non è) sulla fascia sinistra. Perché quindi non potersi aspettare anche a Catania un impianto di gioco super offensivo magari per una gara interna con avversari chiusi, un secondo tempo in cui ribaltare il risultato, una trasferta in cui ricercare rapidità e mobilità dalla prima punta: queste le occasioni in cui Bergessio si inserirebbe alla perfezione. Nei primi due scenari Gonzalo che parte largo e si accentra, come nella scorsa stagione potrebbe dare più profondità rispetto alle altre alternative, e con Maxi e Gomez darebbe un grosso peso all’attacco etneo. In certi match esterni invece, in cui si fatica a costruire gioco, Bergessio potrebbe rappresentare una variante a Lopez con la sua migliore propensione a raccordare, fase in cui il numero 11 rossazzurro ha spesso contato più falli che sponde ai compagni. Affiancato dall’inamovibile Gomez e dal redivivo Llama garantirebbe a Montella anche un Catania versione “mordi e fuggi”.

L’ultimo allettante spunto potrebbe essere rappresentato da un modulo che sprema gli esterni (incluso Bergessio) chiedendo loro un grosso sacrificio, programmandone la sostituzione intorno al 60’ e garantendo così copertura e lucidità allo stesso tempo. Si bloccano due sostituzioni, che diventano quasi preventivate, ma si aprono scenari spettacolari se non altro garantiti dalla grande qualità della rosa.

Non significa illudersi dunque immaginare ancora in rossazzurro Maxi Lopez, che non “lascia ma raddoppia” per l’attacco con Bergessio (aspettando Suazo). Una compagine con una competizione interna ai massimi livelli e un allenatore capace di gestire lo spogliatoio, per riscrivere la storia del calcio a Catania … di nuovo.

[Daniele Lodini – Fonte: www.mondocatania.com]