Catania: adesso tocca al Presidente scegliere

Sarà il Presidente del Catania a scegliere se accettare o meno le dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, rassegnate quest’oggi in una conferenza stampa dai toni accesi. Scelta che, qualunque sia, s’inciderà nella storia del Calcio Catania tanto quanto inciderà sul futuro del club rossazzurro.

Un bivio di fronte al quale Pulvirenti si è trovato più volte nel corso della sua lunga esperienza sul tandem dirigenziale insieme a Pietro Lo Monaco.

La prima risale ai giorni susseguenti la tragedia del 2 Febbraio. Scoramento e vergogna per quanto accaduto indussero l’addì a manifestare, a caldo, a mezzo stampa, la sua intenzione “irrevocabile” di dimettersi poi modificata, nei giorni seguenti, in un progressivo passaggio del testimone così da non destabilizzare ulteriormente la posizione del club, già gravato dagli strali mediatici e oltre che dal biasimo del mondo del calcio tutto che, di cuore, si augurava di poter nasconder i mali dell’intero calcio, dell’intera società civile, sotto il tappeto della serie B, in cui si sperava (e si operò) perché scivolasse in fretta il Catania.

“Mi dicono che un poliziotto è morto, aspettiamo la conferma ufficiale dall’ospedale Garibaldi – disse Lo Monaco intervistato in diretta dal Massimino – ma parlare di calcio è perfettamente inutile. Con questo ho finito, esco dal mondo del calcio, Non mi riconosco in tutto questo. Ho amato intensamente il calcio ma così mi sembra assurdo”.

Pulvirenti fu contrario all’addio di Lo Monaco, non dal primo momento, in cui anche il Presidente stesso raccolse la vergogna ed il dolore per quanto accaduto manifestando l’intenzione di mollare, ma da quando e dirigenza e Catania stessa si rese conto che la parte sana della città non meritava d’esser mischiata con la teppaglia, e che il disimpegno della società altro non avrebbe significato che far scontare a tanti innocenti la colpa di pochi, senza il doveroso distinguo che sarebbe valso all’intera città un’etichetta ben più odiosa di “terroni”.

L’unione, anche in quell’occasione, ha fatto la forza. Il tandem dirigenziale etneo venne fuori più forte di prima, capace di sostenere senza affanni situazioni spinose come il calcione rifilato da Baldini a Di Carlo, l’addio rocambolesco di Caserta, la querelle fuori rosa, le beghe col comune, gli assessori, i giornalisti. Quando poi quelle dimissioni, paventante in passato, vennero consegnate on su il timbro “irrevocabili” al tavolo del Presidente Pulvirenti, respingerle con un abbraccio fu quanto di più naturale immaginabile.

Anche in quell’occasione, l’ufficialità rimbalzò sulle onde mediatiche. L’addì Lo Monaco annunciò il suo commiato in conferenza stampa: “Vado via, formalizzerò lunedì al presidente Antonino Pulvirenti il mio disimpegno con una lettera, non prenderò più lo stipendio: occorrerà trovare un sostituto”.Il Presidente Pulvirenti rispose dalle frequenze di Radio Kiss Kiss: “Gli ho parlato, resterà con noi. Mi ha confidato che sta attraversando un periodo difficile, carico di stress, dovuto ai fatti noti dello scorso 2 febbraio: è assurdo che ogni cosa che avviene nella nostra città venga usata per fare demagogia”.

Da quel giorno in poi tanti episodi “d’amore”, litigi e riconciliazioni. Tra i litigi, ricordiamo il botta e risposta a scoppio ritardato “Pulvirenti sbaglia a parlare da tifoso” – “Io sono il presidente, e sottolineo il presidente”, sottolineatura sulla quale è tornato Lo Monaco nella sua conferenza di dimissioni: “Visto che ci tiene tanto a ribadire che la proprietà sia una ed una sola..”. Tra le riconciliazioni, l’abbraccio di fronte alla platea di giornalisti in occasione dell’inaugurazione del centro sportivo, in tale occasione Pulvirenti ebbe a dichiarare: “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Pietro Lo Monaco, e non può esistere Catania senza Pietro Lo Monaco”, parole che stillarono qualche barlume di commozione (un evento, ndr) sul volto dell’addì, il tutto suggellato da “questo Catania parla ad una voce” in risposta ad una domanda che nelle intenzioni del giornalista avrebbe voluto stuzzicare più “il cuore” che non “la razionalità” della società, e che pertanto fu rivolta, con annessa spiegazione già offertavi, al Presidente.

Quindi la storia recente, che ogni tifoso del Catania ha seguito come anzi più di qualsiasi evento sportivo domenicale: L’acquisizione della Salernitana, il niet di Pulvirenti, il fax di Lo Monaco, l’ultimatum del presidente:

Salerno o Catania?. Pietro Lo Monaco ha scelto Catania, l’ha scelta con le sue “doverose” dimissioni, “doverose” proprio perché, per divenire queste esecutive, necessiteranno di un’altra “doverosa” scelta, quella del Presidente Pulvirenti di accettarle o meno.

E’ giusto, doveroso: perché per venir fuori, nuovamente insieme, da situazioni come queste, non basta scegliere, bisogna scegliersi, nuovamente.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]