Cesena – Cagliari 1-0, una sconfitta in una stagione fatalmente segnata

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Quel Cesena – Cagliari del 19 aprile 1987 non fu probabilmente decisivo in quella maledetta e storta annata rossoblù, non segnò in maniera netta il percorso di una squadra che a fine anno si ritrovò, senza troppe sorprese, ad occupare l’ultima posizione in classifica.

Il campionato 1986/87, cominciato male e finito peggio, con la sola, consolante, eccellente cavalcata in Coppa Italia durante la quale il Cagliari si sbarazzò autorevolmente di Torino e Juventus prima di arrestarsi in semifinale contro il Napoli di Maradona, al termine della stagione Campione d’Italia e vincitore della Coppa, ha tuttavia rappresentato uno snodo importante nella storia della società sarda. Che fosse un torneo difficile, in salita, lo si capì già nei caldi mesi estivi, passati agli annali calcistici come quelli  del “Secondo scandalo del calcio scommesse”. Se nel 1980 il Cagliari, che ben figurava nella massima serie, non rientrò neanche casualmente nell’orbita dell’illecito, stavolta, la deposizione e confessione di Armando Carbone, coinvolge pienamente la società isolana, con Renzo Ulivieri e il difensore Giacomo Chinellato squalificati rispettivamente per 3 e 2 anni. Risultato dell’inchiesta: una mini-rivoluzione nel campionato cadetto, con la promozione revocata al Lanerossi Vicenza e le penalizzazioni comminate allo stesso Vicenza (-5), Triestina (-4), Lazio (-9), Cagliari (-5) e Catania (-5).

In panchina siede Gustavo Giagnoni, tanta esperienza alle spalle (ha allenato anche il Milan), ma soprattutto già capace di salvare il Cagliari la stagione precedente, quando fu chiamato a sostituire in corsa Ulivieri. Dietro la scrivania, invece, niente meno che Gigi Riva, arrivato anch’egli l’anno prima e insignito della carica di Presidente pro tempore per cercare di mettere ordine e dare serenità a un ambiente visibilmente ancora scosso dallo scongiurato rischio di fallimento. La rosa non permette comunque di compiere voli pindarici, non permette di sognare nient’altro che una sofferta permanenza in cadetteria. Il giocatore simbolo è sempre lui, Luigi Piras, che con i suoi gol è chiamato a tenere a galla la squadra. E’ stato invece ceduto Marco Branca, la grande promessa rossoblù, per cui a far coppia con il bomber di Selargius sono il giovane Pellegrini, arrivato dall’Inter e il “brasiliano” Giampaolo Montesano. A faticare in mezzo al campo Marco Pecoraro Scanio, fratello dell’ex leader dei Verdi Alfonso, e futuro Senatore della Repubblica, e Ivo Pulga, grintoso e tenace uomo di fascia che in seguito diverrà uno dei punti di forza del Cagliari di Ranieri, nonché idolo della curva rossoblù, mentre in difesa ci si affida a Mauro Valentini. Tra i “pulcini” inizia ad affacciarsi in prima squadra anche un giovanissimo Gianluca Festa, appena diciassettenne.

Su sponda cagliaritana, si è detto, lo scontro al Manuzzi, non fu particolarmente memorabile. Il Cesena lottava per le posizione di vertice e poteva annoverare tra le proprie file elementi di assoluto valore come Sebastiano Rossi,  Roberto Bordin, Fulvio Simonini e Ruggiero Rizzitelli. Arrivò una sconfitta di misura, timbrata al 41° del primo tempo da Pasquale Traini bravo a correggere in gol la traiettoria di una punizione calciata da Patrizio Sala. Il Cagliari si svegliò solo nella ripresa con l’inserimento di Pallanch al posto di Valentini, che apportò brio ed energie alla linea mediana. Il Cesena si chiuse in difesa e i rossoblù collezionarono diverse palle gol con Pellegrini e Pulga, ma non riuscirono a recuperare lo svantaggio che, anzi, sarebbe potuto diventare più pesante se all’89° Sanguin non avesse stampato sul palo un calcio di rigore.

Il campionato, al netto delle penalizzazioni uno tra i più equilibrati nella storia del calcio italiano – tra il Pescara giunto primo e il Cagliari infatti ci furono soltanto 13 punti di differenza – all’ultima giornata sorrise proprio ai romagnoli che tornarono in Serie A esattamente dieci anni dopo l’ultima apparizione nella massima serie e la storica partecipazione in Coppa Uefa. Per il Cagliari, invece, l’amara retrocessione in Serie C arrivò nonostante due belle vittorie contro Modena e Pisa avessero riacceso i flebilissimi entusiasmi. Fu certamente un dramma sportivo per l’Isola, che rischiò di sparire mestamente dalla scena calcistica. Non andò così, per fortuna. La rinascita, infatti, era dietro l’angolo che aspettava solo di essere raggiunta e dopo un anno di limbo, arrivò la chiamata del Virgilio rossoblù, Claudio Ranieri, che in due stagioni riuscì a restituire il Cagliari ai palcoscenici che gli competevano. E fu la grande palingenesi rossoblù.

TABELLINO

Cesena – Cagliari 1-0 (41′ Traini)

Cesena: Rossi, Cuttone, Cavasin, Bordin, Pancheri, Cucchi, Aselli, Sanguin, Rizzitelli, Sala (73′ Angelini), Traini (67′ Barozzi). A disp.: Dadina, Minotti, Leoni. All.: Bolchi

Cagliari: Dore, Marchi, Valentini (46′ Palanch), Pecoraro Scanio, Milani, Venturi, Bergamaschi, Pulga, Montesano (70′ Pellegrini), Maritozzi, PIras. A disp.: Sorrentino, Davin, Pani. All.: Giagnoni

[Matteo Sechi – Fonte: www.tuttocagliari.net]