Un’analisi dei bilanci ufficiali mostra un aumento costante fino alla stima di 3,4 milioni per il 2024/25, per un totale vicino ai 22 milioni

Dalla sua elezione alla presidenza della UEFA, avvenuta nel settembre 2016, la figura di Aleksander Čeferin è stata centrale non solo per le riforme politiche del calcio europeo, ma anche per il dibattito relativo alla gestione finanziaria dell’ente di Nyon. Un’analisi dei rapporti finanziari ufficiali della federazione permette di tracciare con precisione l’evoluzione del compenso percepito dal dirigente sloveno nell’arco degli ultimi otto anni.
Secondo i dati estratti dai bilanci UEFA, il percorso retributivo di Čeferin ha seguito una traiettoria di crescita costante. Nella stagione d’esordio, la 2016/17, il compenso era fissato a circa 1,4 milioni di euro. Questa cifra ha subito incrementi progressivi, superando la soglia dei 2 milioni di euro nella stagione 2019/20 e attestandosi a 2,3 milioni nell’annata successiva.
L’incremento più significativo si osserva nel triennio più recente. Per la stagione 2022/23, il compenso ha raggiunto i 2,9 milioni di euro, mentre le proiezioni e i dati relativi al ciclo attuale indicano un ulteriore balzo in avanti, con una stima di 3,4 milioni di euro per l’annata 2024/25.
Se si osserva il periodo complessivo che va dall’inizio effettivo della sua presidenza operativa (considerando il ciclo dal 2017/18 in poi), il totale incassato dal numero uno del calcio europeo ammonta a poco meno di 22 milioni di euro. È importante sottolineare che queste cifre, espresse in euro nei grafici di sintesi, risentono anche del tasso di cambio annuale tra l’euro e il franco svizzero, valuta in cui sono originariamente denominati i costi amministrativi della UEFA.
La pubblicazione di questi dati rientra nelle politiche di trasparenza che la UEFA adotta nei suoi financial report annuali. Sebbene le cifre possano apparire elevate nel confronto con la pubblica amministrazione, esse vengono spesso messe in relazione dal board della federazione con le responsabilità gestionali di un ente che muove fatturati miliardari e con i parametri di mercato dei top manager internazionali.
Resta tuttavia un tema di dibattito aperto all’interno delle federazioni nazionali, specialmente in periodi di spending review per i club minori, il monitoraggio della spesa destinata ai vertici apicali di un’organizzazione che, statutariamente, ha tra i suoi obiettivi primari la ridistribuzione delle risorse alla base del movimento calcistico.