Serie A, Crotone-Pescara: l’analisi tattica della partita

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L’analisi tattica del match giocato ieri allo Scida che ha visto vincere il Crotone 2-1 sul Pescara grazie ai gol di Palladino e Ferrari

CROTONE – Più che una partita di calcio quella di ieri è stata una tragicommedia in stile Fantozziano o alla Woody Allen, per gli amanti del genere, ma alla fine il Pescara (come sempre d’altronde) si ritrova a rimettere a posto i cocci di una vaso che sembra rotto da un pezzo oppure mai costruito.

La partita di ieri ha messo, di nuovo, a nudo tutti i problemi che questa squadra ha nell’affondare dalla propria metà campo in giù a causa della mancanza di un attaccante (lo ripeteremo fino allo sfinimento) e l’assenza di un difensore di categoria che affianchi Campagnaro quando questi non è in giornata di grazia o nelle migliori condizioni per disputare una partita di calcio.

Dati alla mano, ma anche senza visto che basta guardare le classifiche, questa è la peggior annata del Pescara nella massima serie e, quattro anni dopo la debacle, questo non doveva accadere per alcun motivo al mondo. I problemi di fondo sono sempre quelli perchè il Pescara tiene il pallone e lo fa girare anche bene, il problema è che lo fa solo dalla propria metà campo in giù senza riuscire a fare il minimo graffio alla difesa del Crotone che tutto sembra tranne che ferrea. Sicuramente però lo è più di quella degli uomini di Oddo che prendono gol in due modi che non si dovrebbero far vedere ai bambini, soprattutto il secondo a causa dell’ennesimo svarione difensivo su palla inattiva dopo aver ottenuto il pareggio due minuti prima.

L’andamento della gara

I tiri dei biancazzurri nel match di ieri

La formazione che schiera Oddo è quella tipo con Crescenzi che sostituisce Biraghi e Campagnaro che torna dove gli compete. Il divertimento non è contemplato in un match dove si predilige la tranquillità e la paura di sbagliare. Questo però influisce negativamente sul Delfino che dopo un quarto d’ora perde Pepe per un infortunio e al suo posto entra Aquilani.

Tempo dieci minuti, o anche meno, che arriva la prima disattenzione ed un rigore generoso concesso al Crotone: i rigori bisogna saperli calciare e, se Palladino segna, Memushai sbaglia il terzo rigore del Pescara in questo campionato. La prima volta è un caso, la seconda è sfortuna, la terza è un qualcosa che va studiato perchè non comprensibile.

Il grafico che mostra i passaggi del Pescara

Oddo fa con quel che ha e si gioca il tutto per tutto, cosi come con il Cagliari, mandando in campo Manaj e Pettinari che, non ce ne vogliano, ma al momento farebbero panchina in Serie B.

Comunque, il Pescara riesce a rendersi pericoloso solo con gli esterni, ossia Zampano e Crescenzi, ed è proprio da un cross di quest’ultimo che Campagnaro pareggia i conti dopo che le due squadre erano rimaste in dieci per i rossi ad Aquilani e Capezzi. Nemmeno il tempo di esultare che arriva l’ennesima distrazione difensiva che porta Ferrari a a battere Bizzarri con un colpo di testa. É l’ennesima disfatta di una squadra che in questo campionato ha dato l’impressione di essere un diesel al contrario: tanto bella nelle prime giornate quanto sciagurata nel prosieguo del cammino.

Progettazione e giocatori comprati solo per il nome sono la causa maggiore della debacle biancazzurra, una debacle che rischia di diventare gigante in caso di non risultato con il Bologna domenica prossima.

Il Pescara, paragone scolastico, è come un alunno che si è grattato la pancia tutto l’anno scolastico (mercato di agosto) ed ora cerca disperatamente di salvare l’anno in un mese (mercato di gennaio) per non essere bocciato. Cosi non va.

Fonte foto: Profilo ufficiale Crotone Calcio

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