Dalla serataccia di San Siro l’impietoso verdetto: a questo Bari manca qualcosa

420

Intendiamoci: la vera notizia è che si sono persi tre punti rispetto alle dirette concorrenti Brescia e Catania, che al San Nicola proprio le neopromosse rondinelle arriveranno in uno stato di grazia; il tutto a corollario di una sconfitta, la prima patita dal Bari in questo campionato, perentoria, netta, senza appello.

Già, senza appello. Perché, volendo essere (e data la testata: lo siamo) parziali, non si possono addurre come scusanti le defezioni pesantissime in difesa o la forza dell’avversario. Il forfait in extremis di Raggi, l’indisponibilità di Sasà Masiello e Belmonte, gli uomini (contati in difesa) costretti a giocare in ruoli innaturali hanno messo a durissima prova le doti tattiche di Giampiero Ventura – peraltro, nella serataccia di San Siro, apparso stranamente arrendevole e rassegnato.

E come dargli torto? Che la Serie A sia il campionato più bello del mondo magari è un eccesso di autostima da parte dei nostri commentatori, ma che sia difficilissimo prendervi parte evitando batoste è un fatto. Al pari dell’unico, vero tallone d’Achille del Bari 2010/2011: la incompleta campagna acquisti. Troppo facile dare la croce addosso alle politiche societarie all’indomani di uno 0-4: lo eviteremo.

Ma – proprio come all’indomani del medesimo, cocente risultato, peraltro tra le mura amiche e nel sentitissimo derby (con il Lecce) di andata tre anni fa, che convinse la dirigenza a svoltare e affidare a Conte le macerie di una squadra che da allora rinacque – questi schiaffi possono essere salutari ad una sola condizione: che non deprimano l’ambiente, che non spingano a facilissimi giudizi disfattisti, che al contrario inducano a riflessioni serissime su cosa si vuole che il Bari “faccia da grande”. Lo si dica chiaro e si sia consequenziali. La difesa urla il bisogno di rincalzi degni dei titolari, l’attacco ha percentuali realizzative rispetto alle occasioni prodotte imbarazzante: non da queste colonne deve giungere il rimedio. Distruggere quel che si è fatto in due campionati si può, ma non si deve.

[David Giampietruzzi – Fonte: www.tuttobari.com]

Articoli correlati