Dario Bonetti: “Samp – Juve una partita da tripla”

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Oggi la Sampdoria riceverà la Juventus al “Ferraris”. Una sfida delicata per entrambe: i blucerchiati, caricati dal passaggio del turno in Coppa Italia, vogliono recuperare quanto perduto contro la Lazio. Dal canto suo la Juventus vuole dire ancora la sua nei quartieri alti della graduatoria.

In vista del big match di Marassi, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare un doppio ex, Dario Bonetti, il quale, dopo aver allenato il Dundee in Scozia, il Sopron in Ungheria, la Dinamo Bucarest in Romania, è il commissario tecnico in carica della nazionale dello Zambia.

A distanza di anni quali sono i ricordi dell’esperienza alla Sampdoria? “A Genova ho vissuto due anni eccezionali con il ritorno in serie A dopo tanto tempo e il sesto posto, fu un grande risultato perché, per buona parte della stagione, avevamo dovuto a fare meno di un fuoriclasse come Trevor Francis e, a quei tempi, fare a meno di un giocatore di quella caratura è ancora più difficile di quanto possa essere nel calcio di oggi. Ho grandi ricordi dei primi due derby, terminati entrambi in parità ma al termine di grandi partite. C’erano grandi allenatori in panchina, da noi Ulivieri, da loro Simoni che mi aveva lanciato ai tempi di Brescia”.

Il Presidente e l’Uomo Paolo Mantovani, la società Sampdoria, e i tifosi della Sampdoria. “La società ha dimostrato grandissima competenza riuscendo a far trionfare quella che fino a quel momento era stata una provinciale, in futuro credo che sarà per qualunque squadra una cosa sempre più complicata ripetere quanto fatto da quella Sampdoria. La tifoseria blucerchiata è tra le migliori in Italia. Caratterialmente sono un po’ un orso, ma il Presidente era molto presente e riuscì ad instaurare con me un rapporto basato su un grande affetto”.

Nel corso della tua carriera hai indossato anche la casacca della Juventus. Hai qualche rimpianto dell’esperienza torinese? “Fu un’esperienza in chiaroscuro, il primo anno eccezionale, con Zoff vincemmo Coppa Uefa, Coppa Italia e arrivammo terzi in campionato, con le potenzialità anche di poterlo vincere. Fu l’ultimo anno con Boniperti Presidente. Poi ci fu un profondo rinnovamento, un’annata tribolata nell’anno che coincise con lo scudetto della Sampdoria. In generale i ricordi restano comunque sempre molto positivi, è sempre un privilegio per chi svolge la professione di calciatore poter giocare in realtà di così alto livello”.

Domani Sampdoria – Juventus sarà l’atteso big – match. Che partita si aspetta? “Nel calcio può sempre succedere di tutto. Si affrontano due filosofie di molto simili. Ritengo Del Neri tra i migliori tecnici in circolazione, lo seguo da tanti anni, porta avanti una chiara identità di gioco e le sue squadre offrono un calcio veloce. Di Carlo, reduce dal biennio di Chievo, segue una filosofia simile. Mi aspetto una partita caratterizzata dal gran bel gioco, il risultato sarà a favore di chi sbaglierà di meno e avrà la capacità di non fallire le occasioni da rete che capiteranno nel corso della sfida. Una gara a viso aperto, una partita da tripla”.

Le partenze di Cassano e Marilungo. L’arrivo di Macheda. Il mercato finora svolto dalla Sampdoria è adeguato per affrontare la seconda parte di stagione, o ti aspetti qualche ulteriore rinforzo prima della conclusione di tale sessione? “Tutte le squadre possono essere migliorate, dal Barcellona a tutte le altre. Allenando all’estero da tanto tempo e non seguendo da vicino le vicende, è per me difficile fare certe valutazioni, le farei soltanto tanto per farle. Del campionato italiano vedo settimanalmente solo alcuni filmati”.

Il ruolo da Ct dello Zambia non è la prima esperienza all’estero come allenatore. Poter svolgere tale professione in giro per il mondo come l’ha arricchita? “Mi ha fatto capire che grandi giocatori esistono ovunque e non per forza soltanto nei paesi calcisticamente più forti si può fare la differenza. Qua in Africa esistono tanti giocatori interessanti, sono istintivi perché non esistono accademie o settori giovanili, ma fisicamente sono più resistenti e veloci degli europei, oltre che dotati di buona tecnica”.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]