De Laurentiis: “Amo Cannavaro, il Napoli non è solo Cavani. Un’emozione riaprire il San Paolo”

Il patron azzurro, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga intervista al Mattino. Ecco quanto evidenzato da TuttoNapoli.net

De Laurentiis presenta in anticipo il nuovo Napoli…

“Cominciamo con un’amichevole di prestigio, mi auguro che al Paolo vi siano tutte quelle migliaia di tifosi che ci seguono sempre. Napoli risponderà con il cuore, aspettiamo almeno 45 mila spettatori. Abbiamo puntato a conservare, e a migliorare se possibile, il gruppo. Perchè è questo che fa la differenza. Miriamo ad avere, entro tre anni, ventidue giocatori che siano titolari a tutti gli effetti e che si sentano sempre prime scelte. Titolari non sono quelli che scendono in campo dal primo minuto, ma anche quelli che entrano nella ripresa e risultano decisivi. C’è una grande sintonia tra la squadra e Mazzarri, che in questi mesi ha insistito sulle motivazioni, sulla concentrazione, sulla corretta vita privata, sulle necessità di non dare mai sfogo ai propri istinti o al menefreghismo. Il Napoli è arrivato al sesto posto, però se un anno fa fossimo partiti con questo allenatore ci saremmo classificati terzi”. Stasera c’è anche Cavani il grande colpo del mercato.

“Non mi interessa questo, invece conta che sia un giovane. Io voglio costruire una squadra di giovani perchè la loro resistenza fisica, abbinata a una preparazione atletica, può fare la differenza. Mazzarri saprà ulteriormente migliorare le qualità di Cavani, che mi è apparso tranquillo e già concentrato in un colloquio telefonico. Mi ha conquistato anche perchè è uruguaiano e io sono innamorato del sudamerica, al punto che penso di aprire un ufficio della Filmauro laggiù per distribuire i miei film. Ma il Napoli non è solo Cavani. E’ Quagliarella, Lavezzi, Hamsik, Dossena, Maggio. Tutti giocatori che segnano tanto e ci faranno divertire. Mi piace l’idea base di Mazzarri: andiamo in campo per vincere e non solo per giocare”.

Chi arriva dopo Cavani?

“Intanto, completiamo il discorso delle cessioni, poi continueremo a lavorare. Senza dimenticare cosa abbiamo in casa. Accanto a Pazienza e Gragano, due centrocampisti importanti nella scorsa stagione che cresceranno ulteriormenete, c’è Blasi, con cui Mazzarri ha trascorso in ritiro tante ore, allenandolo e parlandogli: questo ragazzo darà di più rispetto alle precedenti gestioni tecniche. E poi c’è Santacroce, il difensore che l’allenatore ha potuto schierare solo in un paio di partite nello scorso campionato perchè era alle prese con problemi fisici”.

Mazzarri è tentato dalle tre punte e Hamsik. Che ne pensa?

“Per quella che è la mia esperienza calcistica, non credo esistanto regole predeterminante: ogni partita, come ogni avversario, è una storia a sè. Solo l’allenatore percepisce l’atmosfera, solo lui può sapere quali sono le giuste scelte da fare. Io vorrei vedere una squadra che giochi a tuttocampo, tutti ad attaccare e difendere, perchè anche questo + spirito di gruppo. E’ importante che i giocatori si sentano “parens inter parens”: tutti sullo stesso piano, lo scriverei anche sulle maglie”.

Cosa chiede all’allenatore?

“Di arrivare tra le prime dieci, possibilmente nelle posizioni migliori. Non dimentichiamo che bisognerà affrontare l’Europa League, che sarà un’occasione di crescita per il Napoli, e bisognerà gestione impegni ravvicinati: io spero che anche per noi vi sia la possibilità di giocare al lunedì. Mazzarri mi piace molto anche perchè, quando si convince che un giocatore ha qualità inespresse, lavora affinchè lui riesca a tirarle fuori. E lo fa senza timore di rischiare. Penso a Zuniga: era stato ingaggiato come esterno di destra e il tecnico si è impegnato tanto per fargli entrare nella testa che può giocare anche a sinistra, alla fine riuscendovi. Nella lavoriamo per consolidarci e non soltanto nei campionati, che cominciano e finiscono, come le delusioni e le gioie. Abbiamo una rete di osservatori che opera attivamente in tutto il mondo, stiamo ponendo le basi per aprire prima o poi, più prima che poi, il centro per il settore giovanile. E poi lo stadio: con il supporto comunale Ponticelli siamo intervenuti sul campo da gioco, abbiamo provveduto a sostituire i seggiolini e migliorare la tribuna autorità per accogliere gli ospiti stranieri nelle partite di Europa League. Presto arriveranno i tabelloni, i più moderni in assoluto. Abbiamo tante idee per lo stadio: aspettiamo la nuova legge sulla privatizzazione per valutarne l’utilità, io non sono uno che sta con le mani in mano”.

Stasera incontra Cannavaro: due settimane fa c’è stata tensione tra il presidente e il capitano del Napoli, in scadenza di contratto.

“Quando mi rivolgo a un calciatore, parlo sempre come fa un padre con i figli. Cannavaro, il nostro Cannavaro, è un calciatore che ho amato e amo. E’ il capitano, un bravissimo difensore, un gran bel napoletano. Ma ciò non significa dover accettare le richieste dei procuratori. Voglio formare un gruppo di ventidue campioni tra i quali ci può stare a pieno titolo anche Cannavaro”.

Dal crack mondiale della nazionale ai problemi economici, dalle tensioni tra Federcalcio e Lega serie A agli stadi che rischiano di svuotarsi: un difficile momento per il calcio italiano.

“Non dobbiamo sopravvivere alle regole che pone la tv. Si gioca così tanto che si rischia di creare apatia tra i tifosi, che non possono recarsi allo stadio ogni tre giorni. Il calcio è un prodotto di grande interesse, certe regole lo penalizzano e non lo enfatizzano: una partita deve essere spettacolo, non una cosa normale. Che senso avrebbe se lanciassi dieci film a Natale? Danneggerei il prodotto e non soddisferei il pubblico”.

Come può svecchiarsi e migliorare il sistema calcio?

“Noi viviamo sui compromessi, non c’è voglia di azzerare tutto e ripartire. Ma non si può sedere in eterno su certe poltrone. A prescindere dal lavoro delle istituzioni, noi – i club che rappresentano la parte importante del calcio – dovremmo creare una struttura parallela, una “squadra” che lavori per adeguare questo settore al mondo che cambia, cogliendo e trasferendo le novità. Arriviamo con 20 o 30 di ritardo, qui parliamo ancora della moviola: quanto siamo vecchi”.

[Redazione Tutto Napoli – Fonte: www.tuttonapoli.net]