Diario di Mondo: “Calciatori, Perchè?”

Caro Diario di Mondo, mi è capitato di leggere le dichiarazioni di Delvecchio dopo Catania-Napoli: “I fischi della gente non mi preoccupano, anzi mi stimolano a far meglio”.

Su questa frase, nasce una riflessione. Per cosa gioca un calciatore? Per quali motivi un uomo è spinto a scendere in campo su un rettangolo verde,indossando una maglia di qualunque colore?

Tante alternative. Parecchie possibilità. In primis,lavoro; il calcio come attività da svolgere per “riempire la pancia”, come professione legata alla propria autosufficienza, attuale e futura. Niente di più reale; e qui non si parla di campioni strapagati, ma anche di onesti gregari che vagano tra serie maggiori o cadette.

Passione. La gioia di poter vivere inseguendo un pallone; come i i desideri di quei bambini che passano i pomeriggi in strada ad improvvisare fantomatici campionati, coppe o mondiali; magari rompendo i vetri della vicina…

Lì, il calciatore, è privilegiato. Quando conosce dove sta. Quando sa di essere la forma dei sogni d’infanzia, il materializzarsi delle fantasie pure dei piccoli.

Lì, il privilegiato, è in dovere. Il dovere di rispettare i batticuori di chi spera in lui; il dovere di dare un esempio sano ai tanti che crescono immaginando di stare al suo posto; il dovere di onorare la maglia che indossa, che è la sostanza dell’amore, di chi, come noi, per una maglia sospira.

Il discorso è perfettamente generale. Non parlo di calciatori in particolare, l’intervista è solo uno spunto di riflessione.

Riflessioni che nascono spontanee,come quando han parlato di “sciopero dei calciatori”. Roba da riderci con amarezza. Ma chi ne ha parlato, beh, di certi sentimenti, di quelli che ci piace tenerci stretti….proprio non potrà mai capire!

[Dario Damico – Fonte: www.mondocatania.com]