Ed il biscione non ha più il veleno

Il Milan trionfa nel derby meneghino e rafforza la propria leadership; per l’Inter è davvero un brutto momento

Magari è solo una ritrazione fisiologica, consequenziale all’aumento di volume scaturito negli ultimi anni. O forse per l’Inter è il principio di una crisi che potrebbe deflagrare nel giro di poche settimane, a tutto vantaggio proprio dei cugini del Milan, che nel derby del Duomo hanno messo a nudo il black moment del biscione, non più irresistibile come lo era sino a pochi mesi fa.

È bastato un rigore dell’ex Ibrahimovic a piegare i nerazzurri ed a porre dei seri interrogativi sulla consistenza qualitativa del team interista, apparso vulnerabile in ogni reparto, deficienze che si sono messe marcatamente in luce da quando gli infortuni hanno iniziato ad interessare anche i Campioni d’Italia e d’Europa. Il futuro della compagine di Benitez appare plumbeo più che mai. Il serpente non ha più il veleno, sì è esaurito in anni di aggressioni mortali.

Il Diavolo, col tridente lungi dall’avere gli aculei spuntate, intanto si gode il primato, con una lunghezza di vantaggio sulla rivelazione laziale e + 5 sul Napoli, sconfitto a pranzo proprio dai biancocelesti. Non riesce, per ora, a tirarsi fuori dalla acque semi torbide la Juventus, che pure ha gli identici punti dell’Inter, a – 6 dalla capolista. I bianconeri hanno impattato 1-1 con la Roma, per un pareggio che gli sta molto stretto, almeno tenendo conto di quello visto in campo (specie il rigore concesso ai giallorossi).

La Zebra di Del Piero & c. ha comunque la stoffa per emergere, e prima o poi, se il fato vorrà, riuscirà a dare seguito alle proprie potenzialità tutt’altro che trascurabili. Il derby siciliano termina fra le grinfie del Palermo (tris di Pastore, l’erede di Zidane, per alcuni…), 3-1 al Catania. Ritorna a dare spettacolo l’Udinese di un pazzesco Di Natale, 3 reti tanto per gradire. La Sampdoria, dal canto suo, da quando Cassano è fuori rosa, è solo l’ombra di se stessa, risucchiata in un vortice di mediocrità.