Genoa, il punto: il carattere, l’arma in più dei grifoni a Verona

Qualcosa è cambiato. Serviva voglia di vincere. Serviva mentalità vincente. Qualcosa è cambiato. I calciatori del Genoa hanno vinto sfruttando una risorsa finora sconosciuta: il carattere. Qualcosa è cambiato. É arrivata una vittoria su un campo dove solo le grandi vincono. Qualcosa è cambiato. Il Genoa, scioltosi improvvisamente e inspiegabilmente nella partita contro il Siena, è riuscito a superare l’ostacolo “se stesso”, e a ritrovarsi.

Tutto si deciderà settimana prossima. Da domenica 5 a domenica 12, con tanto di turno infrasettimanale. Un “giro della morte”, o se preferite una “roulette russa”, per Sampdoria (38), Torino (36), Palermo e Genoa (32) e Siena (30).  Per tutti 9 punti in palio, nessun tempo di recupero mentale e fisico, e nessuna partita dall’esito scontato. Per poi arrivare alla cerimonia finale, con i giochi già fatti, domenica 19 maggio. La storia di questo campionato ci racconta che chi sembrava spacciato (prima il Siena, poi il Palermo, settimana scorsa il Genoa), una volta vista la morte calcistica in faccia, si è prontamente risollevato.

Qualcosa è cambiato. Forse il Grifone è riuscito nell’impresa di risollevarsi nel momento giusto. Senza troppi calcoli e tabelle, i calciatori del Genoa pensino solo ed esclusivamente al Pescara. La squadra abruzzese è il peggior cliente che poteva capitare: non ha nulla da perdere, ha ormai metabolizzato la retrocessione, e nelle ultime due trasferte ha perso 2-1 e solo nei minuti finali contro la Juve, e pareggiato a Roma, contro Totti, Osvaldo, Lamela e Destro. Credere che quella di domenica prossima sia solo una questione di differenza reti generale, sarebbe un errore imperdonabile e definitivo. Nel contempo speriamo che qualcosa sia cambiato anche approcci alle partite da parte di grandi campioni del calcio italiano (meglio due feriti che un morto).

[Federico Santini – Fonte: www.pianetagenoa1893.net]