Guido Martinelli: «Nel Genoa non esiste il problema portiere»

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Un linguaggio preciso ed accurato, una competenza non comune, un’esperienza che contribuisce a renderlo uno dei giornalisti più apprezzati del panorama genovese. Guido Martinelli, volto noto di Telegenova, riesce a coniugare una grande capacità di analisi ed uno spirito di osservazione molto spiccato. Aspetti fondamentali per interpretare nel modo più opportuno i fatti di giornata e le parole dei protagonisti. Un giornalismo che non resta in superficie ma che punta a cogliere anche ciò che a molti rischia di sfuggire. Guido Martinelli è il giornalista della settimana di Pianetagenoa1893.net.

Qual è la sua chiave di lettura delle prime cinque giornate di campionato del Genoa?
«Dal punto di vista della qualità sono molto soddisfatto. La squadra possiede notevoli valori ed ottime potenzialità ed è destinata a disputare un campionato di media – alta classifica. Sono deluso, invece, dalla classifica: rispetto a ciò che avrebbe dovuto e potuto ottenere, cinque punti sono pochi. Mancano i tre con il Chievo e due contro la Fiorentina mentre il punto di Parma si può considerare guadagnato. La vittoria di Udine? Il Genoa ha disputato una partita molto accorta ma la vittoria non si può considerare uno scandalo».

A Milano, invece, è stato un Genoa a due volti, bene nel primo tempo, in calo nella ripresa…
«In tanti anni che seguo il calcio, non mi ricordo una partita giocata a Milano dal Grifone con tale autorità ed autorevolezza. Per lunghi tratti è stata una gara alla pari mentre, nel primo tempo, in certi frangenti è stato addirittura il Genoa a schiacciare il Milan anche grazie al contributo di ottimo elemento come Veloso. Nella ripresa, invece, la squadra è un po’ calata, non riuscendo più a reagire al gol di Ibrahimovic».

Ecco, parliamo proprio di questo gol, molto discusso nella sua dinamica e con qualche responsabilità da dividere tra Dainelli, Ranocchia ed Eduardo…
«Si può sostenere che i due difensori non abbiano chiuso e che il portiere fosse leggermente avanzato ma, a mio avviso, il merito è tutto di Ibrahimovic, giocatore di rarissima antipatia ma capace di sfoderare in qualsiasi momento colpi da grande campione».

Tra i tifosi inizia ad aleggiare un po’ di scetticismo nei confronti di Eduardo che, finora, ha espresso ad intermittenza la propria classe.
«Al Genoa non c’è un problema portiere. Eduardo non è un pacco e presto lo dimostrerà a tutti. Il fatto, piuttosto, è un altro. Eravamo abituati ad un portiere come Amelia ancorato sulla linea di fondo mentre ora abbiamo un portiere che quando esce va anche a fare la spesa».

Quattro gol in cinque partite: esiste un problema attacco?
«Per completare il quadro, dei quattro gol uno è stato segnato su rigore. Bisogna capire che Toni è un giocatore completamente diverso da Milito e Borriello, che rientravano ed erano parte integrante della manovra. L’ex romanista, invece, è un grande finalizzatore ma ha bisogno di cross dalle due fasce. Il Genoa, finora, gioca soprattutto a destra, dove c’è un Palacio incontenibile, mentre sul settore opposto manca ancora qualcosa per mettere nelle condizioni Toni di essere più incisivo».

In questo inizio di campionato è mancato il vero Sculli.
«Sta attraversando una fase involutiva ma presto tornerà quello che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare. A Neustift è stato uno dei più convincenti, poi probabilmente qualche chiacchiera sul suo futuro lo ha un po’ disturbato. I suoi sei, sette gol li ha sempre fatti e non dubito che sarà così anche in questo campionato».

Domenica al “Ferraris” arriva il Bari. Che partita si aspetta?
«Il Bari è una squadra meno contropiedista rispetto al Chievo, punta molto sulla solidità difensiva anche se le perdite di Bonucci e Ranocchia sono state pesanti. Per il Genoa è sicuramente una delle partite più difficili per imprimere la svolta al campionato. Sarebbe importante fare punti, però, per togliersi al più presto dalle ragnatele dei bassifondi della classifica».

[Claudio BafficoFonte: www.pianetagenoa1893.net]