Hernanes, il gioco della Lazio passa dai suoi piedi

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Tutto ruota attorno a Hernanes. Il problema principale di Reja è quello di trovare la giusta collocazione tattica al brasiliano, grande protagonista dello scorso campionato con 11 reti realizzate. Basterebbe questo dato a far capire che Hernanes va impiegato come centrocampista più avanzato, possibilmente dietro le punte, sicuramente il più vicino possibile all’area di rigore avversaria, per sfruttare al massimo le importanti qualità balistiche. Un centrocampista prolifico come pochi, che segna alla stregua di un attaccante di ruolo, rappresenta una risorsa immensa per la squadra. Nonostante le difficoltà del primo anno nel campionato italiano, nonostante il mancato riposo estivo, il ragazzo -secondo l’edizione odierna de Il Tempo- ha dimostrato di valere tutti i 13 milioni di euro investiti dal presidente Claudio Lotito per portarlo alla Lazio.

Rapido nel dribbling, abile nel calciare sia con il destro, che con il sinistro, pericoloso sulle punizioni, geniale nelle giocate, Hernanes è l’elemento attorno al quale bisognerà costruire anche la nuova Lazio. L’esperimento del 4-4-2, attuato nell’amichevole di Villarreal, come previsto, è naufragato senza attenuanti. Hernanes, schierato sulla fascia sinistra, si è rivelata una soluzione improponibile perché è rimasto troppo enucleato dal vivo della manovra. Non sono serviti al tecnico Reja i tentativi, con esiti negativi, effettuati anche durante l’ultimo campionato quando, in più d’una occasione, propose il brasiliano defilato sulla fascia. Ed è tornato a insistere sulla scelta tattica, nell’incontro più impegnativo del periodo di preparazione. Qualora serviva un’ulteriore conferma, la stessa è arrivata dalla scialba prova fornita in Spagna dalla formazione con Hernanes impiegato fuori ruolo. Proprio alla luce di queste difficoltà l’allenatore friulano, adesso, appare orientato a cambiare ancora, restituendo al centrocampista la posizione più congeniale.

Nel 4-3-1-2 il fantasista deve giocare dietro la coppia di attaccanti, senza troppi compiti tattici, libero di muoversi, inventare, assistere i compagni e tirare in porta. Deve, in pratica, rappresentare sempre il fulcro del gioco biancoceleste, supportato magari dal sacrificio di altri centrocampisti pronti a coprirlo nella fase di non possesso. Nel 4-2-3-1, ultima tentazione del tecnico e assetto tattico con il quale la Lazio dovrebbe affrontare sia il Cluj (oggi a Fiuggi), che l’Aris Salonicco (domani a Rieti), il brasiliano deve trovare comunque posto nel trio a ridosso dell’unica punta centrale. Ma sempre con le chiavi della manovra a lui affidate. Insieme a Zarate è indubbiamente il calciatore di maggior tecnica e talento presente nel gruppo di Reja, perciò bisognerà fare di tutto affinché metta le notevoli qualità al servizio della squadra. Che sia in grado di farlo è accertato, perché l’ha dimostrato e confermato in tante partite. Se proprio Reja non vede Zarate, inserito nel progetto della nuova Lazio, che almeno garantisca al brasiliano di giocare nel ruolo che preferisce per esibire tutto il repertorio di calciatore di valore internazionale. E se girerà Hernanes, girerà tutta la formazione biancoceleste in un’annata nella quale dovrà recitare una parte di primo piano.

[Ivan Pantani – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]