Hernanes, il Profeta psicologo: “Lazio, scrollati di dosso le paure!”

“Lazio, scrollati di dosso le paure”. Hernanes sveste i panni del Profeta ed indossa quelli dello psicologo. L’ha fatto parlando in Brasile, 48 ore fa. Prima della sfida con la Juventus ha spiegato ai suoi connazionali l’atmosfera che si respira in casa biancoceleste. In bilico tra la voglia di spiegare definitivamente le ali verso obiettivi ambizioni e il timore di perdere quota proprio nel momento più bello. C’è l’esigenza di spiccare definitivamente il volo, ma al tempo stesso non si è smesso di predicare prudenza.

Quella del numero 8 di Recife è quasi una seduta psichiatrica, un’iniezione di ottimismo, ancor di più alla luce dell’ultimo stop contro i bianconeri: “Noi brasiliani siamo sognatori, ma in Italia sono più realistici – ha spiegato l’ex San Paolo – Per questo motivo la filosofia con cui la Lazio sta affrontando questo campionato è quella di vivere alla giornata, di affrontare partita dopo partita. Nella scorsa stagione la Lazio ha addirittura rischiato di retrocedere, è per questo motivo che c’è sempre un po’ di apprensione, c’è ancora il pregresso negativo da superare dal punto di vista psicologico. Ufficialmente il nostro primo obiettivo è quello di centrare quota 40 punti, poi si vedrà cosa saremo in grado di fare. Ma io dico che dobbiamo sfruttare in pieno il momento”.

Dalla Lazio al Brasile, Hernanes torna a parlare anche della sua situazione con la nazionale di Mano Menezes: “Mi ha convocato due volte come centrocampista, poi con la Lazio ho iniziato a giocare in una posizione diversa rispetto a quella alla quale sono stato sempre abituato. Penso che questo cambio ha provocato un po’ di confusione nella sua testa – ha sottolineato Hernanes – , Non ha saputo se convocarmi come volante o come centrocampista più offensivo. Quando farà chiarezza da questo punto di vista, sono certo che avrò nuovamente il mio spazio nella Seleçao. Ogni giocatore ha le sue caratteristiche e peculiarità. Ma fra Pirlo e Kakà, mi ritengo più simile al primo. Io adesso voglio solo continuare a lavorare per fare bene nella Lazio e per convincerlo che merito altre occasioni. Certo mi è dispiaciuto non partecipare all’amichevole contro l’Argentina, ma di certo non mi sono sconvolto. Questa parola non rientra nel mio vocabolario. Mi piace pensare che se non ho potuto conseguire quello che volevo la colpa non è di nessun altro che mia. Non è del tecnico, siamo solo noi che facciamo la nostra storia. Avrei voluto esserci, non è stato possibile, dovrò aspettare ancora”, conclude il Profeta.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]