Il Ciclone (terribile) è passato. Cosa ha lasciato?

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CATANIA La paura e’ passata. Anzi, apparentemente non c’e’ mai stata. Il ciclo terribile, i 450 minuti piu’ tosti del girone d’andata sono volati. Se la paura c’era, non si e’ davvero triste. Il Catania da un calcio al Ciclo Terribile e lo archivia.

Con la sosta a spaccare in due questo girone d’andata giunto alla decima giornata, e’ tempo di bilanci in casa rossazzurra. Squadra e staff hanno ricevuto buoni spunti da queste 10 giornate, buonissimi da queste ultime 5. Il sesto posto in classifica adesso e’ un dato meramente statistico perche’ a guardar la classifica ben si deduce che il campionato quest’anno presenta valori ben piu’ equilibrati. Riletto alla luce degli avversari incontrati, fa ben sperare perche’ continuare a raccogliere punti resta alla portata dei ragazzi di Montella.

Numericamente

Il Ciclo Terribile si e’ chiuso con 8 punti in 5 giornate (2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta), ben 2 in piu’ delle prime 5, in cui il rango degli avversari incontrati era ben diverso (Juventus esclusa). 14 punti totali sono un bottino decisamente consistente al cospetto di un calendario cosi’ tosto. Le preoccupazioni alla vigilia di queste cinque sfide erano lecite. Se il Catania avesse conquistato gli stessi i punti raccolti lo scorso anno con gli stessi avversari (4 punti per altrettanti pareggi, quelli di San Siro e dell’Olimpico e quelli interni con il Napoli e i viola), oggi si troverebbe nella zona rossa a 10 punti, immischiato in una bagarre da cui uscire presto. Quattro punti in piu’ rappresentano ossigeno puro soprattutto mentale. Perche’ affrontare le prossime sfide contro Chievo e Lecce diventa decisamente piu’ leggero.

Psicologicamente

Ma soprattutto il Ciclo Terribile ha confermato un Catania in palla ed abile a mettere in difficolta’ chiunque, se affrontato con la mentalita’ giusta. Laddove la concentrazione e’ stata massima, il Catania non ha fallito, ne ha demeritato. Ha lottato, ha rimontato. Ha dimostrato di avere carattere. Vero, e’ affondato a San Siro, ma ci poteva stare visto l’avversario e l’essersi concesso una pausa sulle ali dell’entusiasmo.

E’ proprio dalla fine di questo filotto che il Catania deve ripartire. La lezione di San Siro non poteva capitare nel momento migliore; il Catania del troppo entusiasmo che un giorno ha paura dei vari Siena, Livorno, Lecce (ndr non ce ne voglia nessuno) cambia volto e, spavaldo, si trasforma nel Catania ingenuo che a San Siro se la gioca con sufficienza, manco fosse il Barcellona. Bastonata sui denti e ripartire. La sconfitta con questo Milan e nella sua “Scala” fa male solo un po’. Arriva con il Catania a 14 punti, arriva dopo una serie convincente di buone prestazioni. Arriva , insomma, quando fa meno male. Estremizzando, fa bene.

Occhi fissi sul presente

Fa benissimo. Perche’ e’ fondamentale riportare i piedi per terra e continuare a lavorare. Dictat semplici: umilta’ e concentrazione. Con questi valori il Catania ha tirato fuori 8 punti da questo Ciclo. Dimenticare quanto fatto e’ imperativo. Cullarsi e gongolare non porta nulla di buono. Perche’ se e’ vero che “se son rose fioriranno”, di spunti per migliorare ce ne sono. Eccome. Innanzitutto perche’ il nuovo modulo e’ da assorbire e rodare. Sia che si parli di schema tattico, che di atteggiamento in campo, con il ritorno degli infortunati sara’ importante trovare i ricambi che serviranno a dare piu’ polmoni nel concentrato periodo pre-sosta natalizia (6 partite in 30 giorni). E’ da migliorare soprattutto l’aspetto dei gol subiti, troppi per una squadra che, a detta dei piu’, puo’ contare su una retroguardia di ottimo livello.

“Il campionato inizia adesso”, sono le parole della società e del tecnico. Parole che tracciano la strada di questo Catania, che, uscito psicologicamente piu’ forte da un vortice di sfide difficili, ha la necessita’ di concentrarsi e continuare su questa strada. Pensando solo al presente, partita dopo partita. Il Ciclone e’ solo carta stampata.

[Federico Caliri – Fonte: www.mondocatania.com]