Il gioco comincia a farsi duro e Igli Tare ha deciso di non sottrarsi. Per gennaio l’ex DS della Lazio ha già tre colpi in canna.
Il primo terzo di campionato ha già tracciato confini piuttosto nitidi: la corsa al titolo sarà affare di poche squadre, e il Milan di Allegri è ormai stabilmente dentro quel gruppo ristretto. L’andamento dei rossoneri, dopo una stagione passata a rincorrere identità e punti, è oggi un manifesto di solidità, grazie a un secondo posto concreto, costruito su un’organizzazione finalmente riconoscibile e su una mentalità che porta la firma del tecnico livornese.
Se si considera che la capolista Roma dista solo due lunghezze e che il Milan l’ha anche battuta nello scontro diretto, si comprende quanto l’equilibrio sia effimero e come ogni dettaglio possa orientare la stagione. Tra tali dettagli ce n’è uno decisivo: l’assenza di impegni europei. Il Milan è l’unica big della zona altissima a non dover dividere le energie tra campionato e coppe, e quel vantaggio, invisibile ora ma enorme tra febbraio e aprile, potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia verso un finale di stagione ambizioso.

Allegri lo sa, la dirigenza anche. Ma se il quadro generale è incoraggiante, resta un punto che grida intervento immediato, ovvero l’attacco. Le difficoltà offensive sono evidenti da settimane e non bastano le fiammate dei singoli a mascherare l’assenza di un bomber affidabile. Il ritorno di Christian Pulisic, match winner del derby contro l’Inter, ha alleviato parte delle sofferenze, ma la produzione offensiva dipende ancora troppo dalle giocate di altri reparti piuttosto che dalla presenza di un leader d’area.
In assenza dell’americano, il Milan fatica a trovare soluzioni verticali e perde pericolosità negli ultimi sedici metri. A poco più di un mese dall’apertura delle operazioni invernali, Igli Tare conosce perfettamente il quadro e sa che se il Milan vuole restare agganciato alla testa e arrivare a primavera con ambizioni intatte, gennaio dovrà portare interventi mirati, profondi, non solo correttivi. La rosa è corta, le soluzioni alternative scarseggiano, e la stagione non aspetterà chi resta incompleto.
Il Milan fa sul serio: le mosse di Tare per gennaio
Ed è qui che entra la lettura fornita da Tuttosport, che fotografa la situazione con un messaggio inequivocabile: al Milan servono almeno 3 colpi. Un’indicazione che non lascia spazio a interpretazioni. I rossoneri infatti devono intervenire con decisione in tre zone del campo, cioè un difensore centrale per dare respiro a un reparto che ha perso uomini e brillantezza, un esterno capace di dare profondità e rotazioni più ampie rispetto agli attuali interpreti, e soprattutto un centravanti di livello. Un finalizzatore capace di mantenere costante il filo della produzione offensiva. Perché se è vero che il Milan potrà beneficiare dell’assenza delle coppe, è altrettanto vero che affrontare un’intera stagione con una rosa effettiva di soli 19 giocatori espone la squadra a rischi enormi.

Risulta ormai chiaro che “l’asticella delle ambizioni si alza e la rosa è troppo ristretta”, e lo fa con un tono che sembra quasi un monito. La roadmap porterà il Milan ad affrontare prima la Lazio, poi un calendario meno proibitivo e, infine, l’arrivo di gennaio come spartiacque. Arrivarci in una condizione simile a quella attuale sarebbe l’obiettivo minimo; presentarsi al nuovo anno con un organico rinforzato, invece, potrebbe aprire scenari che in estate sembravano impensabili. Tra gli obiettivi principali c’è sempre Mario Gila, conteso con i cugini dell’Inter, mentre il nome di Federico Chiesa aleggia su Milanello come ipotesi ancora acerba. In attacco i nomi sono tanti, partendo dal solito Vlahovic, fino ad arrivare a Giovane del Verona.