All’età di 84 anni, addio all’Imperatore dei giochi Olimpici di Tokyo 1964, Franco Menichelli, cosi soprannominato, dopo la vittoria di ben tre medaglie, nella stessa manifestazione sportiva.
Una figura che ha segnato profondamente la storia della ginnastica artistica italiana e internazionale.
Romano, cresciuto sportivamente nel quartiere di Caracalla, è stato ginnasta e allenatore di ginnastica artistica italiano, vincitore di cinque medaglie in tre edizioni delle Olimpiadi, campione europeo assoluto nel 1965 e per anni il volto di una disciplina che proprio attraverso le sue gesta trovò una nuova dimensione di eccellenza e visibilità nell’Italia del dopoguerra.
In quell’edizione, Menichelli si impose all’attenzione del mondo conquistando l’oro nel corpo libero, indossando pantaloncini corti al posto di quelli lunghi di colore bianco, superando la concorrenza dei ginnasti sovietici e giapponesi, allora dominatori assoluti della specialità. Oltre al titolo olimpico, in Giappone ottenne un argento agli anelli e un bronzo alle parallele, consolidando uno stile che Jury Chechi ha definito ancora oggi, un modello di eleganza e innovazione tecnica.
Menichelli diede vita a un esercizio perfetto,(voto 19,450) battendo, all’epoca il campione del mondo in carica, l’idolo di Tokyo, Yukio Endo.
Il fratello, Giampaolo, è stato attaccante rispettivamente di Roma, Juventus e della Nazionale, ma lui scelse la pedana al posto del prato verde, portando nella ginnastica una fisicità e una determinazione non comuni. Già a Roma 1960 aveva contribuito al bronzo a squadre e ottenuto un terzo posto individuale, ma fu proprio nel momento della sua massima maturità sportiva che la sfortuna ne interruppe il cammino. Alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, presentato come il grande favorito, subì la rottura del tendine d’Achille durante le qualificazioni del corpo libero.
L’immagine del suo allenatore che lo portava fuori dalla pedana in braccio rimane una delle istantanee più toccanti dello sport italiano di quegli anni, segnando di fatto la fine della sua attività agonistica ai massimi livelli.
Inserito nella International Gymnastics Hall of Fame nel 2003, Menichelli ha continuato a essere un punto di riferimento per il movimento sportivo nazionale, rappresentando un ponte tra la ginnastica pionieristica e quella moderna. Con la sua scomparsa, se ne va un atleta che ha saputo trasformare la precisione dei movimenti in una forma di narrazione sportiva unica, capace di unire l’intero Paese.
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