Inter, addio Capello ma a Benitez io preferisco…

Tra Mourinho. Benitez e Ballardini. Direte: che c’entra? C’entra, c’entra. E’ una singolare storia di mercato, fatta di punti interrogativi ed esclamativi, di buone e cattive relazioni, di vita facile e di vita diversa, di amicizie che contano e di scarsa cultura. Sarà un supersconfitto Benitez a sostituire Mourinho, mentre Ballardini è senza squadra e, a quanto pare, dietro la lavagna. Eppure è il solo tecnico ad aver battuto Mourinho (Supercoppa a Pechino) e non solo: in due stagioni complessive di serie A ha sconfitto, lui allenatore di club di seconda fascia, tutti i colleghi che guidavano club di prima fascia. Un record, che si unisce ad altri tre: salvezza abbondante a Cagliari con una squadra che aveva girato a dieci punti; annata memorabile con il Palermo; convivenza parziale con Lotito.

Sia Cagliari che Palermo giocano ancora come le aveva impostate Ballardini e di sicuro lo ringrazia, in cuor suo, Allegri che, grazie ai risultati raggiunti in Sardegna, ha ormeggiato la barca a Milanello. Ballardini ha invece raccolto un solo invito dal Catania, società amabilissima, ma che gli ricorda troppo il Palermo e il punto di partenza, piuttosto che un punto di arrivo. Non gode di buona stampa, amando il lavoro e il silenzio, non ha santi in paradiso e nemmeno in purgatorio, viene apprezzato solo da chi lo conosce e si mette a studiare sul serio il suo curriculum, persino imbarazzante per i risultati ottenuti, persino alla Lazio, vedi Pechino, senza Pandev e Ledesma e gli ottimi acquisti di gennaio.

Ballardini aveva dato una parola a Lotito e non l’ha tradita. Mourinho ha fatto l’opposto. Mollando l’Inter, ha spiazzato e offeso la dirigenza interista. Moratti voleva Capello, ma non poteva prendere anche Baldini senza innervosire Branca, che l’ha condotto in cima all’Europa. Capello non è riuscito a dimenticare lo sgarbo che gli fece Moratti, quando lo spinse a telefonare a Ibra e Vieira per poi abbandonarlo a causa di Calciopoli. Vecchi e nuovi rancori. L’Inter prenderà così Benitez, ottimo tecnico da Champions e solo discreto in campionato. Moratti gli dovrà dire subito una cosa: il mercato lo lasci a Branca, visto e considerato che con il Liverpool ne ha azzeccate ben poche. Benitez parla bene l’italiano, ha la faccia rossa di chi ama unire un bicchiere di vino al jamon serrano, la scarsa capigliatura e il fisico del cameriere, come lo chiamano a Manchester, in panchina pulisce gli occhiali e al massimo imita il vigile urbano. E’ l’opposto di Mourinho, che ricorda solo nella gestione delle partite: difesa, rilancio, contropiede. Benitez è un punto interrogativo, tutto sommato.

Come il Mourinho madridista. Da quelle parti contestarono anche Capello, che pure aveva vinto il campionato: difensivista, dissero. E cos’è Mourinho? Ha dimenticato la fase portoghese della carriera, quando aveva un gioco e giocatori affamati e modesti che lo seguivano. Dal Chelsea in poi, ha deciso di vivere da ricco tra i ricchi. Può farlo, beato lui. Sceglie calciatori di classe e forti fisicamente. Possibilmente i più bravi. Organizza una difesa ferrea e il riavvio, tramite un lungo rilancio o l’allungo di un esterno, quindi sarà il fantasista a dare la fantasia.

Va bene per il Chelsea e per l’Inter, non per il Real, che deve vincere stravincendo e non concede tempo: vuole tutto e subito. Tornerà a dare spettacolo come capitò a Porto? Forse vorrebbe, ma ci crede più a un calcio del genere? Un altro punto interrogativo, che va messo accanto a quello di Benitez. Ballardini è a casa e questo è un punto esclamativo.

[Roberto Renga – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]