Inter il segreto di Pazzini, il Milan continua a setacciare il Brasile, la Juve in Perù e il futuro di Del Piero

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Finalmente l’Italia torna a sorridere in Champions. Svaniti i balbettii del campionato, iniezione di fiducia. Una volta succedeva il contrario, meglio così, soprattutto in casa Inter.

Moratti si è detto fiducioso della prestazione europea. Ma il dato impressionante è che quando segna Pazzini l’Inter vince sempre. Sempre. 14 gol, 11 vittorie. Forse bisognava tirare fuori questo dato anche sotto la gestione Gasperini, avrebbe avuto un talismano in più al quale aggrapparsi. Ora se lo gode Ranieri (a proposito auguri per i 60 anni) che ritrova anche una spina dorsale su cui cominciare ad impostare il suo lavoro: Julio Cesar, Chivu, Sneijder e Pazzini, appunto. Ricorda un po’ quella direttrice che ha resto grande l’Inter di Mourinho: interpreti diversi, ma alla Pinetina sperano di cominciare a riassaporare gli stessi risultati.

Intanto è iniziato il derby anche sul mercato. Su Casemiro (centrocampista del San Paolo) la concorrenza del Milan è pesante, così come su Juan giovanissimo difensore centrale dell’Internacional. Ma il Milan in Brasile gli occhi li ha messi anche su Paulinho del Corinthians: la scorsa estate lo avevano cercato Roma (che continua a seguirlo con attenzione), Fiorentina e Palermo. Ora è il turno dei rossoneri andarlo a vedere da vicino.

Alla Juve cominciano a pensare alle cessioni. Amauri (dato in splendida forma) è sempre sul mercato (a proposito il suo procuratore Pocetta ieri era a Parma, ma non per lui, così dicono), così come Iaquinta e anche Toni. Non hanno mai giocato, bisogna sfoltire il reparto offensivo e trovare soldi (fra cartellini e ingaggi, soprattutto) per continuare a rinforzare la squadra. Anche perché ora inizierà il momento della verità: Genoa, Fiorentina, Inter e Napoli (queste ultime due fuori casa). Il termometro per sondare la reale concretezza bianconera. Ma la strada è tracciata, ormai non si nasconde più nessuno: l’obiettivo naturalmente è tornare a vincere. Subito. E sul mercato rimane sempre quella casella del difensore centrale da riempire. Intanto ieri una firma è arrivata: Claudio Sclosa (ex centrocampista di Lazio e Toro, che fino a ieri lavorava come procuratore) farà parte dello staff dirigenziale: capo degli osservatori in Italia.

Il prossimo da valutare non è però italiano: si chiama Andy Polo è un attaccante (1994) e gioca nell’Universitario. Laggiù dicono sia un fenomeno, e lo segue anche l’Udinese (che ha già trovato estimatori in Francia, al solito Psg, per Isla e Benatia per giugno).

E Del Piero? Se dovesse continuare a giocare vorrebbe un’esperienza completamente diversa. Gli Stati Uniti lo stuzzicano. Non prenderebbe in considerazioni soluzioni troppo distanti da questa.New York o Los Angeles, il range è questo. Non ci sarà un’altra squadra italiana, difficilmente un futuro da dirigente nella Juve. La sua decisione ci sarà, eventualmente, a marzo. Dopo il check up. Adesso Alex pensa solo al Genoa e a quelle quattro partite che serviranno alla Juve per capire di che anima è fatta.

[Luca Marchetti – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]