Juve, segui queste dritte. Milan, un solo bomber ti può salvare. Dall’Inter al Napoli: questi i miei giudizi. Prandelli? Che non sia il Donadoni bis

Questa volta parliamo di mercato a 360°. Michele Criscitiello mi ha chiesto un’analisi di tutte le squadre di serie A; con questo caldo ho chiesto la grazia di fermarmi alle big, ma un pò alla volta accontentiamo tutte le città. Da adesso, si inizia a fare sul serio. Il mercato entra nella sua fase bollente, e non sono più ammessi passi falsi. La buona riuscita della prossima stagione dipende da quanto di buono i direttori sportivi d’Italia riusciranno a combinare da qui alla fine di agosto. Ne dubito…

Parto dalla Juve, non tanto per una questione affettiva, quanto piuttosto perché il mercato bianconero continua a non convincermi del tutto. Si dice che i bianconeri pensino a Dzeko, bel sogno, ma prima bisognerebbe riuscire a vendere Grygera e Poulsen, queste sono le priorità. Per diventare competitivi, occorre costruire un centrocampo armonico, che sia in grado di supportare la difesa senza dimenticare di andare incontro all’attacco. Mi sembra che si continuino a ripetere gli stessi errori delle scorse stagioni, con l’acquisto in serie di giocatori che nulla hanno a che vedere con una squadra che vuole vincere. Più che guardare all’attacco, fossi nei dirigenti bianconeri, andrei alla ricerca di un difensore da affiancare a Chiellini e di qualche centrocampista all’altezza della situazione. Krasic, per esempio, non mi sembra adatto.

Tatticamente è molto poco disponibile: nella Juve di un tempo non avrebbe mai trovato spazio. Prendete Trezeguet: sembra essere rinato ma lui non è mai morto.

Passando al Milan, mi sembra inevitabile sottolineare le incongruenze che sembrano farla da padrone anche nel nuovo corso tecnico. Berlusconi vuole Ronaldinho al centro del progetto, Allegri risponde che il brasiliano deve riuscire a sacrificarsi per la squadra. Il patron lo vuole vicino alla porta, ma il numero 80 rossonero preferisce giocare sulla fascia per sudare di meno e sfruttare al meglio le sue qualità tecniche. Chi ha ragione?

Le note dolenti, arrivano dal centrocampo: Pirlo, Gattuso e Ambrosini sono nella fase calante della carriera; tenere alta la qualità del reparto sembra davvero difficile.

Il consiglio che mi sento di dare, è quello di fare tutto il possibile per portare a Milanello Zlatan Ibrahimovic. E’ l’unico giocatore che serve al Milan: per prenderlo occorre furbizia, e nella dirigenza rossonera non manca di certo. Si può fare, credetemi.

Ho sentito poi le parole di Berlusconi riguardo al miliardo di euro speso nel corso di venticinque anni di presidenza: evidentemente sono state fatte delle spese che andavano evitate. Si sono lasciati “morire” in casa troppi giocatori dall’età avanzata, basti pensare che hanno fatto un rinnovo a Pippo Inzaghi… Illogico! Il Milan non è un centro benessere.

Per concludere, darei più potere decisionale ad Ariedo Braida. È la persona che capisce di calcio più di tutti in via Turati, ma allo stesso tempo è quello che comanda di meno: il motivo lo sanno Berlusconi e Galliani.

Capitolo Inter: ho sentito che i nerazzurri sono intenzionati a fare un tentativo per Forlan. Ottimo giocatore, ma dare via Balotelli per prendere il bomber dell’Uruguay sarebbe una follia. A livello di carta di identità non puoi fare un’operazione del genere. Riguardo a Maicon, credo che alla fine andrà al Real Madrid. Comprando Mascherano e Kuyt, in ogni caso, i campioni d’Europa ne usciranno rinforzati. Più qualità e più vivacità.

A livello dirigenziale, prendo atto di quanto accaduto ad Oriali. E’ il destino di chi è troppo ruffiano: al primo alito di vento, chi comanda si stanca di te. Gli zerbini non vanno più di moda, in generale intendo.
La sorpresa, a mio parere, potrebbe essere la Roma. Credo che i giallorossi abbiano sbagliato a non tenere Toni, soprattutto prendendo un Adriano che rimane un’incognita. Se facesse la vita giusta sarebbe un campione, ma le notizie filtrate dalla sua esperienza in Brasile non sono certo confortanti. Dall’ex Imperatore dipenderanno le sorti dei capitolini: se torna ai suoi livelli saranno dolori per tutti. Tanto più che la squadra è molto compatta in difesa e l’Inter, con Benitez al posto di Mourinho, perde qualcosa in più che un allenatore. Non darei per scontatata la leadership nerazzurra.

Riguardo al Napoli, faccio un enorme plauso al presidente De Laurentiis. Non solo per il colpo Cavani, ma anche per come sta gestendo il caso Paolo Cannavaro. Il capitano dei partenopei non è un fenomeno, e le sue richieste sono troppo esose: se aumenti l’ingaggio a lui devi fare lo stesso con tutti. Le remore riguardano la difficoltà del compito che attende Mazzarri: ripetersi sarà dura ed in difesa vedo poca qualità.

Per quanto riguarda il mercato, Bigon è un ragazzo giovane e lavora bene, però dobbiamo aspettare di vedere cosa riuscirà a realizzare con le cessioni. Lì si giudica un bravo Direttore, dalle uscite prima che dalle entrate.

Chiudo parlando dell’Italia, e della stupidità di dirigenti federali che non hanno la minima idea di cosa significhi costruire una squadra di calcio. La decisione di limitare gli extracomunitari, a mercato in corso, è assolutamente assurda. Non si risolve nulla, ma si complica solo la situazione favorendo chi è più furbo. Sarebbe stato più intelligente obbligare le squadre italiane a schierare almeno sei giocatori su undici provenienti dal nostro Paese. I dirigenti federali pensino a queste soluzioni e non a strategie controproducenti per i club.

Troppo difficile per chi è riuscito a portarci all’undicesimo posto del ranking Fifa.

Dispiace solo per Prandelli, che rischia di fare la stessa fine di Donadoni.

[Luciano Moggi – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]