Juventus: Altro vertice di mercato Agnelli – Marotta – Delneri

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Nel mezzo del cammin della preparazione, tra il ritiro di Pinzolo con le tre amichevoli e quello che s’apre domani a Varese, Gigi Del Neri e la società si ritrovano per dare un’occhiata allo stato d’avanzamento della Juve e decidere come finirne l’assemblaggio. Ci saranno le prime valutazioni del tecnico sui singoli giocatori, dall’utilità tecnica e tattica fino all’impegno, e la pianificazione delle mosse future.

Il presidente Andrea Agnelli e il direttore generale Beppe Marotta vorrebbero consegnare una squadra il più possibile somigliante all’idea di Del Neri. Il telaio, come ripete l’allenatore, è ormai consolidato sul copyright del 4-4-2, ora non resta che deciderne gli interpreti: alcuni già fanno parte del cantiere, altri dovrebbero essere ceduti. Di tutto questo si parlerà oggi a Torino in un altro vertice a tre AAgnelli – Marotta – Delneri.

Altri ancora ne servirebbero, almeno per elevare la singola qualità di ogni mansione. E, ne consegue, quella della squadra. Se tanto resta da fare per mettere assieme una Juve competitiva, come è ovvio che sia sotto il sole estivo, più di qualcosa inizia comunque a emergere: le tracce di gioco, per esempio, quello cui la squadra punta, al di là che ci riesca o meno, e al di là della qualità dell’esecuzione, in questo momento. L’impressione, però, è che undici persone si muovano verso una meta, un obiettivo, che sulla mappa di Del Neri è spesso la linea di fondo avversaria: semplice fin che vuoi, ma se non hai Xavi, Iniesta, Messi, risulta decisamente più conveniente ed efficace dei corridoi centrali. Andate sulle corsie e crossate, è il comandamento, ripetuto ed eseguito in allenamento e amichevole: se ne identificano i frammenti nei cambi di gioco da quaranta metri di Motta (per Lanzafame, contro l’Amburgo), o nelle sovrapposizioni dei terzini.

Quel che manca, semmai, sono gli automatismi, «i movimenti preordinati», come diceva Del Neri l’altra sera a Lubecca. Quelle mosse che poi verranno quasi involontarie, senza guardare: sai a memoria quello che farai tu e ciò che farà il tuo compagno. Si narra che ai tempi del favoloso Chievo, Del Neri piazzasse Corini in mezzo al campo con venti palloni a fianco e che gli facesse sparare il lancio sempre nello stesso punto: là, dove in battaglia, sarebbe arrivato un sicuro ricevitore. E così per gli appoggi alla punta che sale, e i suoi tocchi a innescare lo scatto di un esterno. Dovranno migliorare, con il tempo. Questo il gioco, poi ci sono le facce e i piedi che devono trasportarlo dalla lavagna sul prato. E su questo dovrà lavorare la società, nonostante un mercato paludoso, dove si fa fatica a vedere e a comprare, a meno di non essere uno sceicco in villeggiatura.

Nel migliore dei mondi possibili, il tecnico vorrebbe due punte «alte», forti fisicamente, sulle quale poter appoggiare il gioco, e per sfruttare i palloni messi nel traffico dell’area dagli esterni. Il che significa vendere Diego: anche se resta complicato, per prezzo pagato l’anno passato e odierno stipendio. Nell’attesa, da buon capocantiere, Del Neri sta affinando la soluzione B, per farla eventualmente diventare A. Cioè Diego come seconda punta, appostato alle spalle del collega, «alla Doni». Se poi arriverà la puntona (tipo Dzeko, ma resta durissima), si cambierà. In caso contrario, le risorse verranno utilizzate per innestare un terzino sinistro e comprare un altro esterno di centrocampo. Così da ricavarne una squadra tosta, reattiva e fisica, in grado di assediare da subito il nemico e innalzare la trincea del fuorigioco.

Del Neri, a grandi linee, la vede così: fornirgli gli ultimi attrezzi adatti al progetto sarà compito, non facile, della società. Giovedì sera la Juve non solo conoscerà l’avversario del terzo turno preliminare di Europa League, ma pure il campo di battaglia, il che bloccherà fino a venerdì pomeriggio la vendita dei biglietti. I bianconeri, infatti, avrebbero dovuto giocare in trasferta la prima partita, il 29 luglio, come da sorteggio Uefa, ma potrebbero subire l’inversione del campo. Per quanto riguarda il nemico, si pescherà la vincente del doppio confronto tra Shamrock Rovers (Irlanda) e Bnei Yehuda Tel-Aviv (Israele), che all’andata hanno pareggiato 1-1, a Dublino. Il luogo del duello, la prima in trasferta e la seconda a Modena (casa bianconera per indisponibilità dell’Olimpico), dipenderà invece da due situazioni: la qualificazione degli irlandesi e quella contemporanea dei connazionali dello Sporting Fingal.

Nel caso, la Juve giocherebbe la prima in Italia. Ovviamente si saprà solo giovedì sera e, di conseguenza, anche la prevendita dei biglietti per la gara interna non partirà prima di venerdì alle 16.

[Massimiliano Nerozzi – Fonte: www.nerosubiancoweb.com]

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