Esperto internazionale di sport science, ex Liverpool e Arsenal, guiderà la preparazione atletica bianconera dal 2025
TORINO – La Juventus ha messo a segno un acquisto particolare, lontano dal rettangolo di gioco ma destinato ad avere un impatto diretto sulle prestazioni dei bianconeri. Il suo nome è Darren Burgess, e dal 2025 sarà il nuovo Director of Performance del club. Un ruolo che, in un calcio sempre più scientifico e multidisciplinare, vale quanto quello di un grande giocatore.
Burgess è un veterano della sport science internazionale, con un curriculum che parla da sé. Nato in Australia, ha costruito la propria carriera tra football australiano e calcio d’élite, unendo competenze accademiche e una grande esperienza sul campo. È stato responsabile della preparazione atletica dei Socceroos, la nazionale australiana, portandoli a competere ai massimi livelli mondiali. Poi il salto in Europa: prima al Liverpool, dove ha lavorato sotto Kenny Dalglish, e successivamente all’Arsenal, entrando nel cuore della Premier League.
Non meno importante è stato il suo percorso nella AFL, con i Port Adelaide Power, club di cui è diventato una figura iconica per il lavoro sulla performance e sulla prevenzione degli infortuni. È proprio in Australia che Burgess ha consolidato la sua reputazione di innovatore, introducendo metodologie basate sull’analisi dei dati, sull’uso della tecnologia e su un approccio globale alla preparazione fisica.
Alla Juventus sarà chiamato a fare ciò che sa meglio: creare un ponte tra scienza e campo, coordinando staff medici, preparatori e allenatori per garantire che ogni giocatore sia nelle condizioni ideali per rendere al massimo. In un club che ha spesso dovuto fare i conti con infortuni pesanti, la sua figura rappresenta una sorta di “assicurazione” sulla salute dei campioni bianconeri.
Non si tratta di un acquisto da copertina, ma di un innesto strategico. Darren Burgess è, a tutti gli effetti, un nuovo leader all’interno della Juventus. Non guiderà l’attacco né dirigerà la difesa, ma lavorerà nell’ombra per rendere più forti, veloci e resistenti tutti gli altri.
In un calcio moderno in cui la differenza si gioca anche nei dettagli invisibili agli occhi dei tifosi, il suo arrivo è forse una delle mosse più intelligenti del club torinese per costruire il futuro.
