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Juventus: dubbio Asamoah, ancora out Chiellini

Fatta la passeggiata infrasettimanale in terra turca, strappato il biglietto “viola” per gli Ottavi, la Juve è tornata in suolo italico per preparare la sfida al Milan di domani sera. La testa era già a “San Siro” da giovedì, in verità: la pochezza del Trabzonspor ha concesso di liberare ben presto i pensieri bianconeri. «I gol ci hanno permesso di risparmiare Pogba, Caceres, cha aveva un minimo affaticamento, e Marchisio, che in quel ruolo da vice Pirlo migliora di partita in partita», ha riconosciuto un soddisfatto Conte. Che a Milano rischia di avere scelta obbligata sulla corsia sinistra: Asamoah non ha recuperato del tutto dal problema muscolare che gli ha impedito di seguire la squadra in trasferta e, suo surrogato, rimane solo Peluso, non del tutto convincente nella doppia sfida con i turchi. Ma, come ripete ormai da tempo Conte, «per andare avanti in Europa, abbiamo bisogno di tutti, anche di giocatori un po’ bistrattati dalla critica».

Non è il caso di Andrea Barzagli, pilastro della difesa bianconera schierato nel finale della partita a Trebisonda. «Sarà una gara sentita e difficile – ha detto il centrale della Nazionale, concentrandosi sul Milan – Sappiamo che il nostro avversario in casa è temibile e vorrà vincere, ma anche noi andremo lì per provare a cogliere i tre punti». Chissà se ci sarà Balotelli da marcare: «Sono pronto a sfidare Mario, così come chiunque dovesse prendere il suo posto. Del resto, non gioca solo lui e la partita sarà ardua. Noi dobbiamo pensare solamente a noi, non agli altri».

Da lunedì, però, sarà inevitabile pensare in viola: con la Fiorentina, si giocherà il 9 alle 12:30, il 13 alle 21 (andata a Torino) ed il 20 alle 19. Senza fisso orario, senza risparmio di colpi, nonostante «dispiace incontrare un’italiana agli Ottavi – ha dichiarato Barzagli – Contro i viola, è sempre una sfida affascinante, ma speravo in un derby magari più avanti. Le città e le tifoserie ci tengono a questo match: ci conosciamo bene e vogliamo anche lì giocare per fare il meglio e vincere. Speriamo di passare noi». Stesso pensiero di Conte, che si è dilungato in un discorso generale sul pallone tricolore: «Mi sarebbe piaciuto che potessimo andare avanti tutti quanti, noi club italiani. Perché il calcio nostrano viene definito “meno allenante” rispetto a quello di altri Paesi. E poi perché la Fiorentina di Montella è un ostacolo duro… Noi lo scorso anno in Champions abbiamo fatto bene, poi in questa stagione potevamo fare di più nel girone eliminatorio. E questo mi lascia addosso amarezza. Ma il nostro, in Europa, è un percorso: proporre il nostro tipo di gioco anche all’estero è uno spot per il calcio italiano». Modestia a parte, naturalmente.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.eu]

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