La Lazio cambia copione e si sveglia nella ripresa: Hernanes e Klose regalano la prima gioia a Reja

Klose è l’anima, Cisse la grinta, Hernanes la luce che si accende a tratti. La Lazio espugna Cesena, lo fa dopo un primo tempo con più ombre che luci, chiuso sotto di un gol. Rete figlia dell’ennesima disattenzione difensiva. Ma la prima parte di secondo tempo è scintillante: i biancocelesti dominano, domano un Cesena volenteroso e portano a casa tre punti d’oro. Dopo due giorni in cui il match del “Manuzzi” è stato oscurato dalle polemiche riguardanti Reja e i suoi malesseri, la Lazio risponde presente e dà ossigeno al suo tecnico. Ci pensano i due fenomeni la davanti a togliere le castagne dal fuoco, Reja può sorridere. Piange Giampaolo, invece. Il Cesena è ultimo e sabato c’è il Milan. La panchina del tecnico svizzero di nascita comincia già a traballare.

LA CHIAVE – Nel primo tempo la Lazio, nonostante la supremazia territoriale, paga l’ennesima amnesia difensiva. Il Cesena prova in ripartenza ma il centrocampo laziale tiene. Nei primi minuti della ripresa i biancocelesti sono devastanti. Hernanes sale di tono, Cisse e Klose si trovano a meraviglia e su quest’asse la Lazio confeziona il gol del vantaggio. Venti minuti di grande intensità con Ledesma, Brocchi e Gonzalez a comandare il centrocampo e la difesa a reggere, nella ripresa, ad ogni offensiva del Cesena.

LAZIO – La sconfitta con il Genoa, le dimissioni messe sul tavolo e poi ritirate di Reja. La Lazio approccia alla partita, a suo modo già decisiva, di Cesena nel peggiori dei modi. Il tecnico di Gorizia si dice stanco dell’ambiente biancoceleste, ma rassicurato da Lotito e dalla squadra, ha scelto di proseguire la sua avventura romana. Cambia Reja, sceglie il 4-3-1-2 con Stankevicius a destra e Konko dirottato sulla sinistra. Diakitè e Dias formano la coppia centrale. Gonzalez, Ledesma e Brocchi compongono la cerniera in mediana, Hernanes è il trequartista pronto a supportare Klose e Cisse. Sin dalle prime battute la Lazio pare imballata, lenta, impaurita. Klose prova a combinare con Hernanes ma i due non s’intendono. Al 13′ Diakitè s Stankevicius si fanno infilare da Mutu che, solo davanti, a Marchetti fa 1-0. Ancora la difesa assente ingiustificata, il centrale francese dimostra ancora tutti i suoi limiti di attenzione e concentrazione. La Lazio prova una timida reazione: ci prova Klose che si gira e spara di destro ma Ravaglia si oppone bene. Fatica la Lazio, tiene il campo ma le occasioni latitano e quando il Cesena prova a spingere la difesa va in affanno. Dal 25′ la Lazio prende in mano il pallino del gioco, a centrocampo con Ledesma e Gonzalez i biancocelesti coprono e propongono e proprio su un lancio dell’ex regista del Lecce, Cisse con un tocco supera Ravaglia ma Rossi a pochi centimetri dalla linea spazza il pallone. Se nei primi tempi con Milan, Vaslui e Genoa, la Lazio era apparsa propositiva e anche concreta, con il Cesena la squadra di Reja è apparsa lenta, compassata e raramente pericolosa. La ripresa parte senza cambi e dopo una manciata di secondi Diakitè viene atterrato in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo, per Celi è rigore. S’incarica della battuta Hernanes che, con brivido, mette in rete. I biancocelesti sembrano trasformati prima Hernanes calcia fuori da buona posizione, poi Cisse incorna su cross di Gonzalez e solo un miracolo di Ravaglia nega il gol al francese.

Ma il vantaggio laziale è nell’aria: Cisse serve in profondità per Klose che dribbla Von Bergen e con un esterno destro di rara potenza e precisione fa 1-2. Reja vede una Lazio nuova, più viva. Al  62′ entra Lulic per Stankevicius. I biancocelesti dosano le energie ed arriva anche il momento di Matuzalem per Hernanes. La squadra capitolina abbassa il baricentro e lascia l’iniziativa al Cesena. E’ stanca la Lazio ma gestisce con attenzione. Tra i più attivi c’è Gonzalez che non molla un centimetro di campo, Klose si sacrifica in fase di copertura: è impressionante la voglia e l’abnegazione che ci mette il tedesco.All’ 87′ c’è spazio anche per Cana al posto del claudicante Brocchi. Si difende la Lazio, con le unghie in vista del traguardo. La retroguardia si ritrova nella ripresa. Dias e Diakitè sono precisi, Konko e Lulic tengono nonostante la pressione romagnola. Vittoria di vitale importanza quella conquistata dalla Lazio. Palliativo per polemiche e malumori e tre punti su un campo ostico dove non si vinceva da quarant’anni, Reja trova un po’ di serenità, ma il tour de force biancoceleste è ancora nel pieno, la Lazi, però, pare essersi ritrovata.

CESENA – Reduce da due sconfitte, il Cesena eletto come la regina del mercato delle “piccole”, cerca la sua prima vittoria in campionato. Giampaolo fa fuori Bogdani, Martinez e Malonga e deve rinunciare ad Antonioli al suo posto c’è Ravaglia. Comotto, Rossi, Von Bergen e Lauro sono i quattro difensori. Guana, Colucci e Parolo si muovono in mediana, Mutu, Candreva ed Eder completano il 4-3-3 disegnato da Giampaolo. Il Cesena parte bene, tiene il campo, contiene con facilità le folate offensive laziali e al 13′ colpisce: Mutu scatta in profondità, brucia la marcatura di Diakitè e Stankevicius, totalmente disattenti, e batte un incolpevole Marchetti. Dopo la rete i romagnoli arretrano e provano a pungere in contropiede con le sgroppate di Eder. Ma la Lazio prende campo e prima Klose e poi Cisse spaventano il “Manuzzi”. E’ squadra organizzata il Cesena, la mediana guidata da Colucci e supportata da Guana e Parolo tiene sotto, la pur contenuta, onda d’urto laziale. Il tecnico bianconero parte, nella ripresa, con gli stessi undici del primo tempo. Ma la partenza del Cesena è da incubo: prima Rossi stende Diakitè in area, Celi non ha dubbi e fischia il rigore: Hernanes dal dischetto beffa Ravaglia. L’estremo difensore bianconero compie una prodezza su colpo di testa di Cisse ma deve capitolare di fronte alla giocata sontuosa di Klose. Gimpaolo si scopre e inserisce una punta (Meza Coli) per un centrocampista (Colucci). Ci prova di testa Parolo ma il pallone accarezza solo l’esterno della rete. Entra Martinho per Lauro. Il Cesena non si arrende, paga un avvio di ripresa devastante. Nonostante la buona volontà gli attacchi romagnli sbattono sulla difesa della Lazio. Per Giampaolo è la terza sconfitta e alla prossima si va a San Siro contro il Milan. In Romagna è notte fonda.

[Marco Valerio Bava – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]