La nostra vittoria si chiama Walter

E vissero tutti felici e contenti. Come volevasi dimostrare, forse. Di certo, l’Inter al San Paolo, dopo un tempo tutto sommato accettabile, una volta preso il gol del pareggio dal colombiano Zuniga, che per i tifosi del Napoli diventerà l’eroe della storica qualificazione diretta in Champions League arrivata dopo 21 anni di digiuno, ha deciso di non opporre resistenza: sfumata la grande occasione con Milito che si è visto respingere da De Sanctis la sua bella conclusione, le due squadre non si sono fatte male, rendendo il resto della partita una lunga, snervante ma forse non troppo (basti pensare che le telecamere hanno beccato un tifoso partenopeo intento a farsi un pisolino) attesa prima del triplice fischio finale di De Marco, che ha sancito l’ufficialità dello storico traguardo per la truppa di Mazzarri con “O’ surdato ‘nnamurato” sparato a tutta potenza dagli altoparlanti dell’impianto di Fuorigrotta.

In questo clima di grande festa a tinte azzurre, però, un motivo per festeggiare l’Inter ce l’ha sicuramente. Per la bella prova di Diego Milito, senza ombra di dubbio, ma anche e soprattutto per quanto è avvenuto al minuto 76 di una sfida che ormai si stava stancamente trascinando verso la fine. Un momento molto importante per la squadra nerazzurra, talmente importante che per fare in modo che arrivi il più in fretta possibile, capitan Zanetti scaglia volontariamente il pallone fuori dal campo: perché Walter Samuel è lì, pronto a calcare il campo da gioco sei mesi dopo quello sciagurato infortunio patito nel match interno col Brescia. Ranocchia, il giocatore indicato per la sostituzione, è il primo ad applaudire e ovviamente il primo ad abbracciarlo.

Walter è tornato. Walter ha resistito. Walter è stato anche più forte delle cassandre che per lui parlavano di stagione finita: con abnegazione, fatica e sacrificio, The Wall ha saputo accorciare i tempi di attesa, presentandosi addirittura in tempo per poter aiutare l’Inter nella conquista di quello che è rimasto l’ultimo trofeo stagionale, la Coppa Italia contro il Palermo. Non voglio qui dare spazio ai rimpianti, ai se e ai ma che sono inevitabilmente nati dopo la tua assenza, caro Walter: qui voglio semplicemente sottolineare come il tuo ritorno in campo, anche se solo per pochi minuti, per l’Inter e per i suoi tifosi vale come una vittoria. Perché ritrovano la tua classe, la tua sicurezza, la tua esperienza.

Ranocchia è arrivato a gennaio per prendere il tuo posto, e, pur pagando a tratti lo scotto di essersi ritrovato catapultato troppo in fretta in una nuova realtà, ha dato indubbiamente il suo contributo. E ora, sotto la tua ala, non può che crescere; però adesso, nel momento dell’ultimo sforzo, sapere di poter contare anche su di te è indubbiamente un carico di morale pesante come un asso di briscola. Bentornato, Wally!

[Christian Liotta – Fonte: www.fcinternews.it]