Lazio, Acerbi: “Quando dico a Immobile di segnare lui lo fa subito”

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Le parole del difensore centrale della Lazio nel corso di una lunga intervista in diretta Instagram con la pagina “Che fatica la vita da bomber”.

ROMA – Francesco Acerbi, pilastro della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista in diretta Instagram con la pagina “Che fatica la vita da bomber”. I passi salienti a cominciare dalla situazione attuale: “Adesso comincio a essere un po’ stufo, ma un po’ si vede la luce almeno per il calcio. Abbiamo qualche indicazione, ma aspettiamo che il governo dia il via libera per il 4 maggio. Di ufficiale ancora non c’è niente”. 

Su Immobile ha dichiarato:È nata già dall’anno scorso questa grande amicizia. Lo coccolo sempre, gli do tante attenzioni e poi mi fa anche vincere le partite. È venuto tutto spontaneo: il bacino oppure quando in partita gli dico ‘Ciro è ora di fare gol’. Lui dice si e poi dopo qualche azione lo fa. È già accaduto più volte, anche quando la partita era in bilico. Ogni volta spero ci sia una punizione contro di noi per dirglielo”. Sul rosso a Napoli che ha interrotto il suo record di presenze: “Se ci ho pensato? Ho solo pensato all’inferiorità numerica in cui avevo lasciato la squadra, eravamo lì, sul 2-1. L’arbitro era Rocchi, dopo un po’ di tempo lo ho incontrato e si è scusato: è stato bravo. La prima ammonizione non c’era proprio, la seconda un po’ di più, ma avrebbe potuto chiudere un occhio”.

Sul rinvio dell’Europeo: “Quando è stato ufficiale ho pensato fosse destino, doveva andare così. Non sono uno che si piange sopra, poi è normale che ci tenevo tanto”. Poi, un salto indietro parlando della malattia: “Mi piaceva il calcio ma la testa non ce l’avevo. Mi ricordo che ho preso la bicicletta e sono andato a fare un giro. Ho pensato alla mia famiglia, non potevo dirglielo. Ho fatto l’operazione dopo qualche giorno. Non avevo forza, la seconda volta mi ha fatto capire tanto. La prima fu come se avessi fatto un’operazione di 40 minuti, niente di che. Non mi è servita come lezione. La seconda volta con le chemio è stata abbastanza pesante. È stata una questione di destino, la mia carriera ha avuto una svolta”.

Su una possibile esperienza all’estero ha dichiarato: “Sarei dovuto andare in Inghilterra, al Leicester di Ranieri, o allo Zenit con Mancini. Non ero sicuro. Al Leicester dovevo andare a gennaio, ma io sono una persona molto riconoscente. A quel tempo non volevo andare via dal dottor Squinzi, che mi era stato molto vicino nei momenti di difficoltà. Ho detto sempre no grazie, ho voluto aiutare il Sassuolo”. E infine una battuta sui nuovi talenti del calcio italiano: “A me fa impazzire Zaniolo, è un giocatore forte forte. Ha qualità, forza fisica e ha tiro, inoltre non lo sposti. Anche Tonali è un bel giocatore. Cistana ha detto che sono un esempio? Questo fa la differenza: l’attenzione, la costanza e la voglia di migliorarti sempre. Devi sempre sapere cosa hai fatto per arrivare a una determinata partita e come hai preparato quella sfida. Io mi faccio aiutare anche da uno psicoanalista”.

 

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