Lazio beffata a 5 secondi dalla fine ma paga la “gestione” del secondo tempo

Croce e delizia. Dall’altare alla polvere in 120 secondi. Sono quelli che servono alla Juventus per trovare il gol all’inizio. Sono quelli che separano il miracolo di Fernando Muslera dal suo autogol. La squadra di Delneri ha il merito di crederci dall’inizio alla fine se è vero che trova il gol del vantaggio dopo qualche secondo dall’inizio e timbra quello della vittoria a 5 secondi dal triplice fischio. Peccato che dopo la rete del 2-1 non ci sia qualche minuto in più a disposizione della Lazio che però paga la partita di gestione portata avanti nel secondo tempo. Se infatti nei primi 45 minuti la squadra di Reja aveva provato anche a vincere dopo il pareggio di Zarate, non è così nella ripresa e gli inserimenti di Ledesma e Del Nero nel finale certificano la volontà del tecnico di provare a tenere di più pallone e risultato. Purtroppo non sarà così.

LE FORMAZIONI – Niente pre-tattica per Delneri e Reja che in nome dell’“ombra de vin” decidono di giocarsi la gara a carte scoperte. È evidente che anche i due strateghi del nord-est sanno che la gara sarà una partita a scacchi, decisa più dagli episodi e dalle mosse in corso, che dalla sola qualità dei 22 in campo.

LA CHIAVE – Contrariamente a quanto era accaduto con Felice Natalino, la Lazio non riesce a sfondare dalla parte di un altro giovane: la gran partita di Frederik Sorensen, 18 anni, impedisce sia ad Hernanes che a Zarate di trovare gli stessi spazi e le stesse idee della partita contro l’Inter. Il fatto che vengano ammoniti i due incontristi testimonia il grande equilibrio tattico che regna per 93 minuti. Il giallo per Cavanda certifica l’affanno del terzino belga su Krasic: se il serbo punta il centro, Cavanda ha qualche possibilità di fermarlo, ma quando va sul fondo diventa difficilissimo stoppare la furia “bionda”.

LA LAZIO – Nei primi minuti la Lazio va subito sotto ed è in balia dell’avversario. Non riesce a mettere insieme neanche tre passaggi di fila. Dias si perde Chiellini sul gol e commette anche una leggerezza al limite dell’area a metà primo tempo, finendo per favorire un tiro da fuori di Krasic, che si spegne di poco alto. Cavanda soffre troppo il serbo e solo con lo scorrere della gara (e con i raddoppi di Brocchi) trova fiducia e sicurezza. Analogamente alla Lazio, come dimostra il dato relativo al possesso palla, percentuale che la squadra di Reja riequilibra totalmente nel finale di primo tempo. Zarate trova il pareggio sull’azione del calcio d’angolo di Matuzalem: Biava disturba Storari sull’uscita, Hernanes prova la conclusione che diventa un assist per Zarate (tenuto in gioco da Bonucci). Colpo da biliardo nell’angolino, quarto gol stagionale, il primo alla Juventus, l’unica grande che gli mancava nel curriculum. Pochi secondi dopo, Floccari se ne va d’astuzia a Bonucci e ruba il tempo a Chiellini, poi “strozza” il tiro chiudendolo troppo sul secondo palo e sfiorando così il gol del vantaggio. La Lazio ha lanciato il segnale che può anche vincere e la gara allora si stabilizza, procedendo sul filo dell’equilibrio. Proprio come fa Matuzalem che scivola per ben due volte in fase di possesso palla. Bene per Iaquinta che non sempre va a disturbare il Prof, come invece vorrebbe Delneri.

Nella ripresa Biava esce per infortunio (Dias gli frana addosso) e al suo posto entra, a freddo, Diakité. Per l’ex genoano distorsione alla caviglia sinistra. Gli unici pericoli della Lazio nella ripresa arrivano proprio da due colpi di testa della coppia di centrali difensivi. La Juve più di qualche calcio d’angolo non concede. Hernanes è in ombra e la fluidità del gioco non è la stessa, benché Matuzalem si faccia trovare sempre ovunque. È solo quando le due squadre si spaccano che la Lazio trova gli spazi per colpire la Juve. Prima Zarate ha il pallone della vittoria (ma Storari è bravo a neutralizzare a terra), poi Floccari viene fermato sul filo del fuorigioco, quindi Hernanes sottomisura non riesce a sorprendere l’estremo difensore bianconero. Al 92’ Muslera (dopo un paio di buone parate su tiri dalla distanza) compie un miracolo con la mano di richiamo su un calcio di punizione insidiosissimo di Del Piero, indirizzato sotto la traversa. Ma due minuti dopo si fa praticamente autogol: Sissoko lancia Krasic che supera Cavanda andando verso il fondo, Muslera scivola e smanaccia il pallone dentro la propria porta.

LA JUVENTUS – Sin dal ritiro di Pinzolo, il gioco di Delneri era stato progettato per trovare la via del gol sia sulle azioni dei propri esterni che dalle situazioni di calcio piazzato. In settimana, la Juventus aveva intensificato l’allenamento sulle palle inattive e i frutti si vedono dopo 120 secondi: Dias si perde Chiellini che va a schiacciare alle spalle di Muslera. È il primo gol del livornese in campionato, ma il terzo in carriera alla Lazio, suo bersaglio preferito. La Juve prova spesso ad “incartare” il pallone alla difesa biancazzurra, ma le azioni più pericolose arrivano su accelerazioni di Krasic dalla destra (Quagliarella prima manda alto, poi Biava salva sulla botta a colpo sicuro dell’ex napoletano). Al 19’ Aquilani, particolarmente ispirato, colpisce la parte alta della traversa su calcio di punizione.

Anche nel secondo tempo è dell’ex centrocampista della Roma l’occasione più insidiosa: Muslera si allunga a togliere il pallone dall’angolino. Il portiere uruguayano si oppone con i pugni anche alla gran botta da fuori di Pepe, entrato al posto di Marchisio. A 12’ dalla fine, Delneri decide di invertire Pepe e Krasic, visto che Cavanda sullo scatto da fermo non sarà impeccabile, ma la sua concentrazione è costantemente alta. In più Lichtsteiner comincia ad affacciarsi troppo spesso nella metà campo bianconera. Nel finale Iaquinta, Pepe e Del Piero (che si “appiccica” letteralmente con Dias) ci provano con insistenza. Delneri scambia ancora Pepe e Krasic e il gol della vittoria nasce dai piedi di Sissoko, eroe per caso (entra al posto dell’acciaccato Aquilani), che trova la furia serba sulla destra. Muslera purtroppo fa il resto.

[Federico Farcomeni – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]