Legrottaglie: “Amicizia, rispetto e lealtà il nostro segreto”

MASCALUCIA (CT)Non ha mollato mai in questo lungo dicembre, fitto di impegni. Nicola Legrottaglie è tra i giocatori più impiegati da Rolando Maran. Anche a Pescara la difesa etnea poggerà sulla sua esperienza. Il sala stampa, il 36enne difensore centrale risponde alle domande di cronisti e tifosi partecipanti alla rubrica “Fai la tua domanda a..”

“Quarta vittoria di fila per me è segno di maturità da parte della squadra. Un fattore importante che ci da consapevolezza della personalità che ha la squadra. Però ci sono delle cose che dobbiamo migliorare. Vorrei che il Catania possa a Pescara andare in vantaggio subito”.

Cosa succede tra il primo e il secondo tempo?
C’è che ci guardiamo in faccia tutti, ma sopratutto c’è la mano dell’allenatore che ci dà la carica giusta. Ci dà quel valore in più, ci dà la carica e ci trasmette la sua voglia di fare e di vincere”.

Anche ieri, sull’unica incertezza difensiva, il Catania ha pagato pegno. C’è un filo comune che lega questi episodi?

“Le squadre avversarie fanno fatica a fare goal quando giochiamo bene. Spesso c’è stato un errore individuale ogni azione pericolosa che ci segnano. Non dobbiamo vedere il goal preso ma le occasioni che concediamo, che sono spesso troppe. I difensori vengono giudicati per un’azione da rete, non è equo, dobbiamo vedere la prestazione durante i 90 minuti, gli episodi ci danno torto ma questo treno cambierà spero da venerdì.

Credo che il Catania sia l’ottava forza del campionato. Noi con le grandi ce la siamo giocata alla pari tranne contro la Juventus in quanto l’episodio ha inciso sul risultato. Io credo nelle qualità del gruppo. Stiamo seminando, sia in campo ma sopratutto all’interno dello spogliatoio c’è amicizia, c’è rispetto e lealtà. Questo è il nostro segreto.

Il gruppo questa volta è consapevole di essere forte. C’è maggiore convinzione negli occhi dei miei compagni, nel modo di reagire e nella voglia di fare qualcosa di importante. L’anno scorso abbiamo raggiunto l’obiettivo e ci siamo rilassati. C’è gente, quest’anno, che sta capendo di essere forte e non temere di nessuno. La salvezza è l’obiettivo minimo. Io voglio essere ricordato qui a Catania per essere stato uno dei 23 giocatori a raggiungere l’obiettivo superiore alla salvezza”.

Insieme ad Alvarez sei l’unico della rosa ad aver giocato tutte le partite dal Milan in poi, 510 minuti in 15 giorni circa. Sei sorpreso anche tu dalla condizione fisica dimostrata?

“Ho dato tutto in campo e quando esco ho sempre la coscienza a posto. La gente si deve ricordare di noi perchè ha raggiunto l’obiettivo storico.Il mio rendimento è nella stessa linea d’onda dell’anno scorso, fisicamente sono un altro giocatore. La mia prestazione, tranne il rigore, è stata ottima, sto giocando a livelli buoni come devo giocare io. Mi sento responsabile di tante cose. Caratterialmente sono un ragazzo poco estroso, sono un ragazzo sereno e mi piace intervenire durante la gara, io rispetto tutti ma se c’è da reclamare lo faccio.

Gli avversari sanno che noi siamo forti e tutte le squadre fanno un determinato gioco. Aspettano e ripartono in contropiede. Il Pescara giocherà una partita guardinga, perchè se se la gioca alla pari sa che perde”.

Quanto c’è di Maran e della società in queste vittorie?

2Tanto sia dell’uno che dell’altro, tutto parte dalla società, io condivido molto che la società è il leader della visione. La quadra ha bisogno della visione sempre. Chi esce dalla visione provoca problemi. Dobbiamo stare tutti sotto un’unica visione”.

[Giuseppe Puglisi – Fonte: www.mondocatania.com]