Le lesioni muscolari nel calciatore – origini, tipologie, tempi di recupero

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muscolo quadricipite femorale
Chiunque pratichi calcio o sia appassionato di questo sport ha sentito almeno una volta parlare di “contratture”, “strappi”, “stiramenti” ecc.

Quante volte per l’amato fantacalcio s’ è tremato andando subito ad informarsi sui tempi di recupero del beniamino colpito da un insulto muscolare?

Le lesioni muscolari possono provenire da traumi diretti o indiretti dovuti a traumi, movimenti meccanici improvvisi fino ad un eccessivo carico concentrico eccentrico.

Andiamo in questo articolo a fare ordine sui tipi d’infortuni muscolari e sui loro tempi di recupero.

La vecchia nomenclatura classificava le lesioni muscolari in base al numero di fibre coinvolte nella lesione ed eventuale stravaso; a partire dalla contrattura (niente rottura), passando per l’elongazione (distrazione muscolare di una % ridotta di fibre), fino al classico Stiramento (numero elevato nei calciatori professionisti che può andare dal I al III grado in base alla gravità del trauma). Per concludere col vero e proprio strappo muscolare che consta di una vera e propria interruzione della continuità del muscolo associata molto spesso a un evidente stravaso ematico.

La nuova nomenclatura li classifica in base alla lunghezza di tessuto muscolare lesionato:

I e II Grado: da 0 a 2 cm. III Grado: da 2 a 3 cm. IV Grado: da 3 a 4 cm. V e ultimo grado: oltre i 5 cm.

Nei calciatori i muscoli più a rischio sono il gruppo dei “flessori” composto da bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso, e la zona del gastrocnemio e del soleo.

Soprattutto il primo gruppo muscolare nel calciatore lavora spesso come “antagonista” creando disfunzioni, rigidità muscolari e tensioni eccessive che spesso sfociano in lesione dopo un movimento brusco.

Per quanto concerne i tempi di recupero occorre valutare ulteriori parametri, come la presenza di ematoma, la localizzazione della lesione (zone molto particolari come le giunzioni miotendinee prevedono tempi di cicatrizzazione molto più lunghi), eventuali recidive, fino ad arrivare alle esigenze del team (recupero lampo bypassando la fase di riatletizzazione specifica sul campo, decisiva per il recupero della propriocezione e dell’ elasticità muscolare).

Con i moderni macchinari fisioterapici si è arrivati ad accorciare i tempi di recupero post trauma, anche se eventuali errori da parte del terapista in sede d’ esecuzione di Tecar e Laser possono portare non pochi grattacapi nell’ iter riabilitativo.

Si va dai 3-5 giorni in caso di contratture; dai 20 ai 40 giorni agli stiramenti muscolari, in base al grado di lesione. Fino ad arrivare ai 2 mesi abbondanti negli strappi muscolari. Spesso lo staff medico valuta anche la soluzione chirurgica se lo strappo è molto esteso e profondo.

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